Conti in rosso e protesta a Bologna: la versione di Samanta e Mariam
Le due adolescenti raccontano perché hanno promosso la manifestazione e come hanno cercato di proteggere i partecipanti quando la tensione è aumentata.
A Bologna, la protesta è stata raccontata anche attraverso la voce di Samanta e Mariam, rispettivamente di 17 e 18 anni. Le due ragazze sostengono di aver promosso loro l’iniziativa, nata da una difficoltà concreta vissuta in casa: arrivare alla fine del mese con le risorse disponibili.
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Una protesta nata dai bilanci familiari
Per le due giovani, la manifestazione non sarebbe stata organizzata da collettivi o da altri gruppi poi intervenuti in piazza. All’origine, spiegano, c’era invece il disagio economico delle loro famiglie e la necessità di portarlo all’attenzione pubblica.
La loro ricostruzione riguarda una mobilitazione che, in seguito, sarebbe stata affiancata da collettivi e da giovani di seconda generazione. Samanta e Mariam prendono le distanze dalle condotte più aggressive e rivendicano un ruolo iniziale nell’organizzazione dell’appuntamento.
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Il tentativo di contenere la tensione
Durante la manifestazione, le due ragazze raccontano di essersi frapposte tra i partecipanti e le persone che definiscono violente. Dicono di averlo fatto per provare a tutelare sia chi era sceso in piazza sia la città.
Nel loro racconto compare anche una critica alle forze dell’ordine. «Ci siamo messe in mezzo a questi violenti per cercare di difendere i partecipanti e la città. La polizia non ci ha aiutato», affermano Samanta e Mariam, descrivendo così il momento più delicato della protesta.
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