Coalizioni, il sorpasso resta appeso: Vannacci vale l’8,8%
La rilevazione Ipsos fotografa un centrodestra in difficoltà senza Futuro Nazionale e una sfida quasi alla pari con il fronte progressista nello scenario allargato.
La distanza tra i due principali schieramenti si riduce a pochi decimali quando nel centrodestra entra anche Futuro Nazionale. È uno dei dati più rilevanti dell’ultima rilevazione Ipsos, illustrata da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera, che registra anche la tenuta di Fratelli d’Italia e la discesa del Partito democratico sotto il 20%.
Vannacci cambia la somma delle forze
Considerando soltanto i partiti tradizionalmente collocati nel centrodestra, il totale si ferma al 39,4%, oltre un punto in meno rispetto alla precedente rilevazione. Il centrosinistra allargato, invece, raggiunge il 44,5% attraverso la somma delle sue componenti.
La proiezione delle coalizioni non coincide però automaticamente con l’addizione dei singoli consensi. In questo scenario il blocco progressista viene indicato al 43,9%, mentre il centrodestra tradizionale si attesterebbe al 38,7%.
L’inserimento di Roberto Vannacci modifica il quadro: la coalizione di centrodestra salirebbe al 45,7%, contro il 45,2% attribuito all’alleanza progressista. La differenza resterebbe dunque molto contenuta: la presenza di Futuro Nazionale inciderebbe sugli equilibri, senza produrre da sola un vantaggio largo.
FdI resiste, il Pd arretra
Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 26,4%, senza variazioni significative. A perdere terreno è invece la Lega, ora al 4,7%, mentre Forza Italia scende al 7,3%.
Futuro Nazionale cresce dell’1,7% e arriva all’8,8%. Nell’opposizione, il Pd lascia sul terreno lo 0,6% e scende al 19,5%; Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra rimangono rispettivamente al 14,5% e al 6,3%.
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Azione è stimata al 3%. Italia Viva arretra dello 0,2% e si porta al 2,1%, la stessa percentuale raggiunta da +Europa dopo un incremento dello 0,7%.
Meloni e Tajani in lieve calo
Il consenso per il governo guidato da Giorgia Meloni passa dal 42% di luglio al 40%. Anche la presidente del Consiglio registra una flessione, dal 42% al 41%, nonostante le misure recenti citate nella rilevazione, tra cui il bollo auto e il limite del 30% agli studenti stranieri nelle classi.
Tra i leader, Antonio Tajani scende dal 26% al 24%. Roberto Vannacci perde invece due punti, dal 21% al 19%, mentre il suo partito mostra contemporaneamente una crescita nelle intenzioni di voto.
Il quadro potrà cambiare con l’avvicinarsi della campagna elettorale, quando alleanze e posizionamenti dei partiti saranno sottoposti a una pressione maggiore.
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