Cittadinanza, la linea di Valditara: «Prima vengono i valori»
Dopo le violenze a Milano, il ministro difende criteri più selettivi per la cittadinanza e il fermo preventivo dei minorenni come strumento di sicurezza
Giuseppe Valditara lega il tema della cittadinanza all’integrazione e alla condivisione dei principi fondamentali dello Stato. Il ministro dell’Istruzione e del Merito è intervenuto sulla questione a Milano, a margine dell’apertura del summit internazionale dedicato all’intelligenza artificiale nella scuola, ospitato al Teatro alla Scala.
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La cittadinanza passa dai valori
Secondo Valditara, quanto accaduto nel centro di Milano avrebbe evidenziato una difficoltà concreta nei percorsi di integrazione. La sua posizione è che il riconoscimento della cittadinanza debba riguardare chi intende aderire ai valori della società italiana, non chi rifiuta le regole della convivenza civile.
«Dobbiamo riconoscere la cittadinanza a tutti coloro che vogliono condividere i nostri valori di riferimento», ha affermato il ministro rispondendo a una domanda sulla stretta allo studio. Tra gli orientamenti che, a suo giudizio, renderebbero incompatibile l’estensione della cittadinanza ha indicato il rifiuto della parità tra uomini e donne, l’obbligo del niqab per le donne e l’idea di affidare le controversie private alla sharia in uno Stato confessionale.
Dopo gli scontri, nuove misure
Valditara ha richiamato anche l’episodio vissuto il giorno precedente in piazza Duomo. «Ero qui, in piazza Duomo, e per poco non sono stato colpito alla testa da una pietra», ha raccontato, indicando quell’episodio come un ulteriore segnale delle tensioni emerse durante le violenze nel centro cittadino.
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Nel confronto sulle misure annunciate dopo gli incidenti, il ministro ha definito il fermo preventivo per i minorenni una risposta di sicurezza. Ha citato il caso francese, sostenendo che in quella Repubblica democratica le forze dell’ordine adottano strumenti più severi e che forme analoghe di prevenzione sono presenti in numerosi sistemi democratici.
«È una misura di sicurezza», ha ribadito Valditara, respingendo l’idea che il ricorso a questi strumenti sia di per sé incompatibile con la democrazia. Le sue dichiarazioni sono arrivate mentre prosegue il confronto politico sia sulla cittadinanza sia sulle modalità con cui prevenire nuovi episodi di violenza.
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