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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Vannacci accelera sulla sicurezza: la stretta promessa per le piazze

Futuro nazionale annuncia una proposta con sanzioni più dure, una distanza minima dagli agenti e la possibilità di interrompere i cortei a rischio.

La proposta di legge annunciata da Roberto Vannacci punta a intervenire prima che le manifestazioni degenerino in scontri. Il progetto di Futuro nazionale prevede regole più rigide per chi organizza aggressioni contro le Forze dell’Ordine e misure preventive nei luoghi delle proteste.

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La distanza dagli agenti diventa decisiva

Al centro dell’iniziativa c’è l’introduzione di uno spazio di sicurezza tra i manifestanti e i reparti schierati. Secondo Vannacci, qualora tale distanza venisse violata e gli ordini per ristabilirla non fossero rispettati, le autorità dovrebbero poter sciogliere il corteo già prima dell’inizio degli scontri.

L’annuncio è arrivato attraverso i social, con un riferimento a chi prepara gli attacchi, assegna compiti e utilizza modalità assimilate alla guerriglia contro gli agenti. «Non sta manifestando: sta sfidando lo Stato», ha scritto Vannacci, distinguendo questo comportamento dalla normale partecipazione a una protesta.


Pene più dure per gli attacchi

Un altro punto riguarda il trattamento dei fatti con eventuali finalità terroristiche. Per il leader di Futuro nazionale, in questi casi la reazione dello Stato dovrebbe essere proporzionata alla gravità delle condotte, attraverso pene più severe e strumenti ritenuti più efficaci per bloccare le aggressioni.

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La formazione politica ha già predisposto il testo e, secondo quanto annunciato, domani illustrerà le linee principali della proposta. L’iniziativa arriva nella giornata in cui, a Palazzo Chigi, è previsto un confronto sui temi dell’ordine pubblico, mentre resta centrale il tema della tutela degli operatori impegnati nei servizi di sicurezza.

Vannacci ha inoltre espresso sostegno alle Forze dell’Ordine, sostenendo che lo Stato debba garantire loro appoggio e mezzi adeguati per svolgere le proprie funzioni. La proposta viene quindi presentata come una risposta sia repressiva, con l’inasprimento delle pene, sia preventiva, attraverso la gestione anticipata delle situazioni di rischio.

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