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Politica 2 min di lettura23 set

Chagos, Burnham cambia linea dopo il faccia a faccia con Trump

A New York il neo premier britannico sceglie di riallinearsi a Washington e riapre il dossier sulle isole Chagos, puntando a proteggere i rapporti con gli Stati Uniti.

Andy Burnham ha aperto il suo debutto internazionale con una svolta destinata a pesare sul dossier più delicato tra Londra e Washington: le Isole Chagos tornano in discussione dopo il colloquio con Donald Trump a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. Il governo britannico ha infatti avviato una revisione dell’intesa con Mauritius, finita nel mirino della Casa Bianca per gli effetti sulla base strategica di Diego Garcia.

La scelta arriva dopo settimane di tensione e segna una correzione di rotta rispetto all’accordo definito lo scorso anno sotto la guida laburista di Keir Starmer. Per Burnham, la priorità è mantenere i rapporti con il principale alleato americano “solidi come non mai”, anche a costo di riaprire una trattativa già congelata in precedenza.


La pressione di Trump pesa sulla trattativa

Trump ha bocciato di nuovo l’intesa senza mezzi termini durante l’incontro con il premier britannico: “È terribile e ridicolo”, ha detto. Quelle parole hanno accelerato la reazione di Londra, che ora vuole rimettere mano al testo per rispondere alle richieste di garanzie sull’uso della base militare nell’Oceano Indiano.

La questione centrale resta Diego Garcia, considerata un punto strategico per gli Stati Uniti. Proprio su questo aspetto Washington ha espresso riserve tali da spingere il governo britannico a fermarsi e verificare se l’accordo possa davvero reggere senza il sostegno americano.

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Londra cerca una nuova intesa con Washington

A confermare il cambio di passo è stato il ministro della Difesa, Wes Streeting, che ha spiegato come l’intesa debba essere rivista perché gli Usa non la appoggiano più. Ha aggiunto che la posizione di Trump non è una novità, ma che questa volta è stata formulata con estrema chiarezza.

Per Burnham, il vertice di New York ha quindi avuto un obiettivo doppio: rompere il ghiaccio con il presidente americano e contenere gli effetti dello scontro sul dossier Chagos. Sullo sfondo resta il tentativo di evitare che la disputa comprometta l’asse con il grande alleato d’oltreoceano.

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