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Politica 2 min di lettura5 giorni fa

Cei, monito su donne e campagna: "Serve rispetto, sempre

Baturi rilancia scuola inclusiva, coesione sociale e integrazione, poi richiama Tajani e Vannacci su uno sguardo sulle donne che non ammette superficialità.

In vista del confronto politico, la Cei mette al centro un punto netto: la dialettica elettorale non deve incrinare la convivenza. Giuseppe Baturi avverte che slogan e irrigidimenti possono pesare sulla coesione del Paese, mentre per i cattolici il criterio decisivo resta la coscienza.


Donne, il richiamo più forte

Il segretario generale dei vescovi è intervenuto anche sulle parole rivolte alle donne da Antonio Tajani e Roberto Vannacci. La sua richiesta è stata secca: ogni atteggiamento, così come ogni sguardo, deve essere improntato a rispetto e ammirazione.

Per Baturi, per chi crede conta inoltre un dato fondante: il Verbo si è fatto carne nel grembo materno. Da qui, ha spiegato, deriva un modo di guardare alle donne che non può essere superficiale o sbrigativo.


La scuola come banco di prova

Le tensioni politiche sullo sfondo non hanno cambiato la linea espressa dai vescovi. Baturi ha detto che nel corso dell’anno il tema sarà ripreso e discusso ancora, precisando che nel comunicato finale non c’è alcuna volontà di attenuare quanto già ribadito da Matteo Zuppi sulla scuola.

L’idea, ha riferito, è che l’educazione resti il principale motore di umanizzazione, come ricordato anche da papa Francesco. Per questo la scuola viene vista come un luogo che deve rispecchiare il meglio della società e restare aperta a tutti.


Umanizzazione, non scontro

Nel ragionamento del segretario della Cei entra anche il rapporto tra città e aree interne. Secondo Baturi, vanno ridotte le disuguaglianze che possono riflettersi pure nell’istruzione, così da evitare fratture tra territori diversi.

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Sul piano più generale, tra i vescovi si è parlato di remigrazione non per il singolo episodio di Roma che ha acceso il dibattito, ma come questione legata ad accoglienza e integrazione. L’obiettivo indicato è proteggere la persona, non assimilarla, e costruire percorsi di incontro.

Baturi ha aggiunto che una risposta europea, affrontando il fenomeno in modo complessivo, sarebbe più efficace. In questa chiave ha invitato a non ridurre tutto a un confronto ideologico, ma a mantenere al centro la tutela delle persone.


La politica e la coscienza

Nel passaggio dedicato alla campagna elettorale, il segretario generale ha richiamato la necessità di evitare contrapposizioni esasperate. A suo giudizio sarebbe auspicabile trovare punti di convergenza su scuola e povertà, nel solco di quella “amicizia sociale” evocata da papa Francesco.

Dentro questo quadro, ha ricordato che per i cattolici esiste un limite che viene prima di qualunque spazio politico: la coscienza. Ed è proprio su questo piano, ha lasciato intendere, che andrebbero misurati toni e scelte pubbliche.

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