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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Cedolare al 5%: la proposta divide la politica sulla casa

La maggioranza valuta un’aliquota ridotta per i contratti lunghi, mentre il centrosinistra chiede più alloggi pubblici e un piano nazionale

L’ipotesi di applicare una cedolare secca del 5% agli affitti a lungo termine potrebbe entrare nella prossima legge di bilancio. La proposta viene esaminata dall’area di destra, ma sul tema abitativo il confronto politico si è già acceso.

Il Partito democratico insiste infatti sulla necessità di aumentare l’edilizia pubblica. Pierfrancesco Majorino ha rilanciato la richiesta di un intervento organico, sintetizzandola così: «Ora un piano nazionale».


La cedolare ridotta divide i partiti

La misura allo studio punta a ridurre il prelievo fiscale sui proprietari che scelgono di stipulare contratti di locazione di lunga durata. L’eventuale aliquota del 5% dovrebbe essere inserita nel provvedimento di bilancio, ma dal testo disponibile non emergono ancora tempi e modalità operative.

Per il centrosinistra, tuttavia, una leva fiscale non sarebbe sufficiente ad affrontare il problema degli affitti. La priorità indicata dal Pd è un rafforzamento dell’offerta di abitazioni pubbliche, accompagnato da una strategia nazionale.

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L’allarme di Alleanza Verdi e Sinistra

Alleanza Verdi e Sinistra ha collegato il dibattito italiano alla situazione spagnola. Marco Grimaldi, vicecapogruppo alla Camera, ha avvertito: «In Spagna l’emergenza abitativa è diventata una bomba sociale, ma l’Italia non è lontana».

Le sue parole sono arrivate mentre il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez annunciava elezioni anticipate per il 29 novembre. La decisione è seguita alla bocciatura di due decreti destinati ad affrontare l’emergenza abitativa e alle proteste scese in piazza.

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