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Politica 3 min di lettura2 nov

Casellati cancella oltre 30mila vecchie norme dall’ordinamento italiano

Il provvedimento ha eliminato regole inattive da decenni, comprese tasse sulla neve, matrimoni notturni e piccioni viaggiatori

Il governo ha abrogato oltre 30mila provvedimenti ormai privi di effetti, molti dei quali risalivano al Regno d’Italia e al periodo fascista.

Tra le norme rimosse figurano anche misure nate in emergenza. Nel 1916 era stata introdotta un’imposta personale straordinaria sulle spese considerate non indispensabili, una forma di prelievo sui consumi di lusso durante l’economia di guerra.

Nel 1947, invece, un provvedimento aveva previsto un sostegno eccezionale per i disoccupati senza accesso all’indennità ordinaria. La misura riguardava, tra gli altri, i giovani alla ricerca del primo impiego e i reduci di guerra; anche questa disposizione è stata cancellata nel 2023.

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Le regole nate dopo la guerra

Un altro testo eliminato riguardava i dipendenti pubblici chiamati a spostarsi per partecipare al referendum istituzionale e all’elezione dell’Assemblea Costituente del 2 giugno 1946. Lo Stato riconosceva il rimborso del viaggio e una diaria per vitto e alloggio, trattando eccezionalmente la trasferta come una missione di servizio.

Quella disciplina era stata pensata per ridurre gli ostacoli economici alla partecipazione al voto, il primo suffragio nazionale esteso alle donne dopo la dittatura. La sua cancellazione formale, arrivata nell’agosto 2023, ha eliminato dagli archivi normativi una disposizione legata alla nascita della Repubblica.

Nello stesso intervento di semplificazione è finita anche la norma sulla distribuzione della carta in bobina, emanata nel 1946. In un periodo di scarsità della materia prima, commissioni regionali valutavano le richieste degli editori e stabilivano le quantità da assegnare alle rotative.


Piccioni, banane e cavalli

Nel 2023 sono state eliminate le regole sull’allevamento e sull’utilizzo dei colombi viaggiatori, considerate allora un tema di sicurezza militare. La proprietà, l’addestramento e la circolazione degli animali erano sottoposti a limiti e controlli del Ministero della Guerra e delle autorità prefettizie.

Quelle disposizioni risalivano agli anni compresi tra il 1861 e il 1870 e servivano a impedire l’uso dei volatili per attività di spionaggio. Insieme a esse sono venuti meno altri atti di epoca liberale e fascista sulla pubblica sicurezza e sulla difesa.

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Nel 1935 il regime aveva istituito la Regia Azienda Monopolio Banane, affidandole il controllo esclusivo dell’importazione e della vendita del frutto. L’ente era stato soppresso nel 1964, ma il decreto istitutivo era rimasto formalmente in vigore fino alla recente operazione di riordino.

È stata cancellata anche la disciplina sulla requisizione di animali da tiro e veicoli destinati al Regio esercito e alla Regia Marina. La norma consentiva di acquisire cavalli e altri mezzi privati in caso di mobilitazione bellica.


Tasse locali e vecchi dazi

Tra i provvedimenti abrogati c’era l’autorizzazione concessa a Cerignola per applicare un dazio sulla neve. Il materiale veniva fatto arrivare dalle aree montane vicine, tra cui quella di Melfi, e conservato in strutture sotterranee isolate con la paglia per ottenere ghiaccio nei mesi caldi.

A Lucca era invece previsto un tributo sulle celebrazioni matrimoniali svolte di notte. Il prelievo riguardava cerimonie organizzate in forma privata, spesso all’alba o dopo il tramonto, per contenere le spese e ridurre la visibilità dell’evento.

Una disposizione del 14 luglio 1895 autorizzava Pesaro a riscuotere un’imposta aggiuntiva del 50% su alcolici, mosto e uva. Il pagamento avveniva prima dell’ingresso delle bevande in città e sostituiva quello applicato alla vendita al dettaglio nelle osterie.

L’eliminazione di questo vasto insieme di atti è stata promossa da Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministra per le Riforme e la semplificazione normativa. Il provvedimento ha riguardato anche enti soppressi, vecchi regolamenti comunali, trattati internazionali non più operativi, modifiche ai confini di comuni trasformati e disposizioni su lasciti, donazioni e camere di commercio.

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