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Politica 3 min di lettura4 giorni fa

Caregiver, più beneficiari ma senza nuovi fondi: la protesta esplode

La Commissione Affari Sociali ha ritoccato il ddl, ampliando accesso e tutele, ma senza aumentare la dotazione: associazioni e familiari parlano di contributi troppo bassi e scelta inaccettabile.

Il nodo più contestato resta lo stesso: il disegno di legge sui caregiver si allarga, ma le risorse non crescono. Per chi assiste ogni giorno un familiare non autosufficiente, l’effetto rischia di essere un contributo più diffuso ma molto più esiguo.

Il 16 settembre la XII Commissione Affari Sociali della Camera ha chiuso l’esame del testo governativo intitolato “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”, recependo alcuni emendamenti della maggioranza. Il percorso ora prosegue in Aula alla Camera il 2 ottobre, prima del passaggio al Senato.


Accesso più ampio, assegni più piccoli

Tra le correzioni approvate, la soglia ISEE per ottenere il contributo sale da 15mila a 25mila euro. Resta però il meccanismo di riduzione progressiva: sopra i 15mila euro l’importo scende fino a un minimo di 40 euro al mese, a fronte di un tetto massimo di 400 euro mensili erogati ogni tre mesi.

Nel perimetro dei possibili beneficiari entrano anche i minorenni che assistono un familiare non autosufficiente. Cambia pure il limite di distanza tra chi presta cura e la persona assistita, che passa da 25 a 40 chilometri. Il testo salva inoltre le norme regionali già attive che prevedono assegni e altre tutele.

Rimandata anche la piattaforma INPS per le domande: la scadenza, inizialmente fissata al 30 settembre 2026, slitta di quattro mesi e viene spostata al 2 gennaio 2027. L’iscrizione al portale resta comunque necessaria per accedere al beneficio.


La critica: risorse ferme e più domande

Le polemiche non si sono attenuate. Il relatore Luciano Ciocchetti, deputato di Fratelli d’Italia, ha ammesso in Commissione che non è possibile aumentare la copertura finanziaria e ha auspicato un intervento nella prossima legge di Bilancio. Nel frattempo, però, la dotazione cambia solo nella distribuzione interna: per il 2027 il fondo destinato al contributo caregiver passa da 248 milioni a 186 milioni di euro, mentre il Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità viene rafforzato di circa 62 milioni.

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La somma complessiva, secondo l’impostazione del testo, resta invariata. Il ddl non si limita a riconoscere il caregiver come figura di assistenza materiale: lo coinvolge anche nella valutazione multidimensionale, nel Progetto di vita, nel Piano assistenziale individualizzato e nella definizione del Budget di cura e assistenza.

Le associazioni parlano apertamente di delusione. Alessandra Corradi, portavoce dei Caregiver Familiari Uniti, ha contestato il fatto che siano stati accolti solo emendamenti della maggioranza, mentre quelli delle opposizioni sono stati bocciati. Per lei, aprire la platea senza rafforzare il fondo significa solo moltiplicare gli aventi diritto a fronte di importi minimi.


Le associazioni bocciano il testo

Corradi sostiene che gli interventi più utili sarebbero altri: sostegno psicologico, personale formato a domicilio, periodi di sollievo e misure concrete sul fronte previdenziale e lavorativo. Sullo stesso tono si è espressa Sofia Donato, della Rete Caregiver Familiari Comma 255, che aveva partecipato al tavolo tecnico su incarico della ministra Alessandra Locatelli.

Donato giudica contraddittorio l’ingresso dei minori tra i possibili caregiver familiari e si chiede se sia davvero quella la strada con cui lo Stato intende tutelare crescita, studio e futuro dei ragazzi. Più duro ancora il commento di Fortunato Nicoletti, padre caregiver e vicepresidente di Nessuno È Escluso, che ha definito le modifiche insufficienti e ha criticato soprattutto l’ipotesi di arrivare a 40 euro al mese nella fascia tra 15mila e 25mila euro di ISEE.

Per Nicoletti, dopo mesi di lavoro parlamentare, il risultato è troppo debole rispetto alle attese. Da qui il giudizio più netto, condiviso da una parte del mondo associativo: “Siamo oltre la beffa”.

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