Carburanti, il tetto Eni accende lo scontro: Tajani rivendica la linea FI
Il vicepremier attribuisce a Forza Italia il coinvolgimento delle compagnie e boccia l’ipotesi di tassare le imprese per ottenere maggiori entrate.
La scelta di Eni di fissare un limite al prezzo dei prodotti petroliferi viene letta da Antonio Tajani come il risultato dell’azione politica di Forza Italia. Il vicepremier sostiene che il confronto con gli operatori abbia evitato una strada alternativa, giudicata rischiosa per la fiducia dei mercati.
Tajani rivendica il risultato politico
Secondo Tajani, l’annuncio della principale compagnia energetica rappresenta un esito positivo per il partito. «La considero una vittoria politica di FI», ha affermato, sottolineando il ruolo svolto dal gruppo azzurro nella costruzione del percorso che ha portato alla decisione.
Il ministro ha definito apprezzabile l’introduzione del tetto sui prezzi dei carburanti e ha collegato il provvedimento al metodo seguito da Forza Italia. L’obiettivo, nella sua ricostruzione, è stato ottenere la collaborazione degli operatori invece di imporre loro un intervento fiscale.
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L’alternativa delle tasse sulle imprese
Tajani ha spiegato che, anche all’interno del centrodestra, erano emerse pressioni per colpire le imprese con nuove tasse. A suo giudizio, quella soluzione avrebbe potuto generare alcune entrate immediate, ma avrebbe anche prodotto conseguenze negative sul piano finanziario.
«Tassando le imprese, avremmo spaventato i mercati», ha dichiarato il vicepremier. Per questo ha rivendicato la strategia basata sul dialogo con le aziende, contrapposta alle richieste provenienti dalla sinistra e a una parte del centrodestra.
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