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Politica 1 min di lettura11 ott

Campo largo, le intese ci sono: resta il nodo Ucraina

Dal fisco al salario minimo, il centrosinistra ha già individuato diversi terreni comuni, ma la politica estera continua a dividere

La distanza tra le forze del centrosinistra non riguarda ogni capitolo del programma. Su economia, lavoro, industria e transizione esistono già convergenze, mentre il punto più delicato resta la posizione sull’Ucraina e, più in generale, sul riarmo.

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Le basi comuni sono già numerose

Tra le proposte condivise compare una riforma fiscale con effetti redistributivi, pensata per ridurre gli squilibri e sostenere le fasce più esposte. Nel quadro delle intese rientrano anche l’introduzione del salario minimo e misure specifiche a favore del ceto medio.

Gli altri terreni di sintesi riguardano una politica industriale rivolta alla crescita e un percorso per accompagnare la transizione ecologica e digitale. Elly Schlein ha riassunto questa convergenza con una battuta ispirata a Daniele Silvestri: «Le cose che abbiamo in comune sono 4.850».

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Ucraina, il capitolo più difficile

La politica estera rimane invece il passaggio ancora da definire. In particolare, tra i partiti non è stata sciolta la questione relativa all’Ucraina, insieme alla posizione sul riarmo, uno dei temi che possono rendere più complessa una piattaforma comune.

Giuseppe Conte, pur mantenendo aperto il confronto, ha riconosciuto l’esistenza di un lavoro già svolto. «Non partiamo da zero», ha affermato, ricordando il percorso compiuto negli ultimi 4 anni. La ricerca di una sintesi, dunque, può contare su diversi punti già individuati, ma non ancora su un accordo complessivo.

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