Calabria, dietrofront sui sottosegretari: il referendum si ferma
Il Consiglio regionale cancella le nuove figure di governo e approva lo stop alla consultazione confermativa sulle modifiche allo Statuto.
La seduta del Consiglio regionale della Calabria si è chiusa con un doppio voto destinato a riaccendere il confronto politico: da una parte viene cancellata la possibilità di nominare due sottosegretari alla presidenza, dall’altra si blocca l’indizione del referendum confermativo sulle modifiche allo Statuto. In Aula non sono mancate accuse e repliche tra maggioranza e opposizioni.
Scontro aperto sul referendum
Elisa Scutellà, capogruppo del M5s, ha rivolto un attacco diretto al presidente della Regione Roberto Occhiuto, sostenendo che mentre la Calabria affronta le proprie tensioni il governatore sarebbe concentrato sulla guida di Forza Italia. «Mentre la Calabria si infiamma, il nostro presidente continua a tessere la propria tela per dirigere Forza Italia», ha affermato durante il dibattito.
Vincenzo Bruno, esponente di Tridico Presidente, ha rivendicato il ruolo svolto dalla sua parte politica nella pressione esercitata sulla maggioranza, fino a ottenere il ripensamento sulle nuove cariche. Rosellina Madeo, del Pd, ha invece definito i provvedimenti una costruzione tecnico-legislativa pensata per svuotare il confronto politico e, secondo la sua lettura, evitare di fatto il passaggio elettorale.
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Cosa cambia nello Statuto
Con il primo provvedimento, l’assemblea ha eliminato le modifiche approvate lo scorso marzo. Quelle norme avrebbero consentito di portare da 7 a 9 il numero massimo degli assessori della Giunta e di affiancare al presidente due sottosegretari. Il Consiglio ha votato anche un testo separato per sospendere l’avvio del referendum confermativo collegato alla revisione statutaria.
La maggioranza ha difeso la scelta attraverso gli interventi di Giacomo Pietro Crinò, di Occhiuto Presidente, Piercarlo Chiappetta, di Forza Italia, e Riccardo Rosa, di Noi Moderati. Crinò ha parlato di una decisione dettata dal buon senso, mentre Chiappetta ha contestato la rappresentazione negativa della Calabria proposta dalle minoranze. Rosa ha infine accusato le opposizioni di incoerenza: prima, a suo dire, avrebbero contrastato l’introduzione delle nuove figure e ora si opporrebbero all’abrogazione di una norma che intendono votare favorevolmente.
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