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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Bollo auto, esenzione 2027 per il 73% delle famiglie

Per l’Upb il beneficio peserebbe di più sui redditi bassi e coprirebbe metà del caro carburanti

Nel 2027 l’esenzione dal bollo auto potrebbe interessare il 73% delle famiglie proprietarie di almeno un veicolo. La misura, secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, favorirebbe in proporzione soprattutto i nuclei con minore capacità di spesa.

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I dubbi sulla misura permanente

L’eventuale stabilizzazione dell’esenzione solleva interrogativi sul finanziamento e sui rapporti tra Stato e Regioni. Il mancato gettito verrebbe infatti compensato dal bilancio statale, trasferendo alla fiscalità generale gli effetti delle maggiorazioni stabilite dagli enti regionali.

L’Upb rileva inoltre che, a poche settimane dalla riforma che ha rafforzato l’autonomia del tributo, non sono ancora chiari i criteri per distribuire le compensazioni. Una misura permanente potrebbe ridurre la responsabilità fiscale delle Regioni e rendere stabile per lo Stato il costo delle loro decisioni. Tra le criticità viene indicata anche la soglia degli 80 kW, che produrrebbe un trattamento fiscale discontinuo, con possibili conseguenze sul mercato dell’usato e sulle scelte dei produttori.

Secondo l’ufficio, rendere definitivo lo sconto offrirebbe comunque l’occasione per ripensare un’imposta oggi poco legata al valore dell’automobile, al suo utilizzo e alle emissioni. Se i rincari dei carburanti proseguissero, accanto agli interventi temporanei servirebbero politiche strutturali, dal potenziamento del trasporto pubblico locale a una diversa organizzazione degli orari di lavoro.


Quanto vale lo sconto

L’analisi stima che l’agevolazione riguarderebbe il 45% dei veicoli e il 65% dei proprietari. Considerando soltanto le famiglie con almeno un mezzo, la platea arriverebbe al 73%; includendo anche chi non possiede automobili, la quota scenderebbe al 63% dell’insieme dei nuclei.

Il risparmio avrebbe un valore assoluto abbastanza simile lungo la distribuzione dei redditi, ma inciderebbe in modo molto diverso sui bilanci. Per le famiglie del primo decile rappresenterebbe l’1,1% della spesa complessiva, contro lo 0,2% per quelle dell’ultimo decile.

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La quota di imposta annullata sarebbe vicina al 45% nei gruppi con redditi più bassi e si fermerebbe al 29% tra quelli più ricchi. L’Upb osserva quindi che l’intervento raggiungerebbe con maggiore intensità relativa i nuclei dai consumi più contenuti.


Il confronto con i carburanti

L’85% delle famiglie possiede almeno un’automobile. Il bollo, dovuto per la semplice proprietà anche quando il mezzo non circola, dipende soprattutto dalla potenza e varia poco in base ai chilometri percorsi, al valore del veicolo o alle emissioni. Per questo, in rapporto alla spesa familiare, il tributo pesa fino a sei volte di più sul primo decile rispetto all’ultimo.

Per il 2026 l’Upb ha stimato l’impatto del caro carburanti nell’1,2% della spesa familiare. L’esenzione del 2027 inciderebbe per lo 0,4%; sommata ai tagli delle accise introdotti nel 2026, arriverebbe allo 0,6%, cioè a circa metà dell’aggravio registrato nell’anno in corso.

Il confronto non è uguale per tutti. Per le famiglie meno abbienti le risorse ottenibili potrebbero quasi compensare la maggiore spesa sostenuta per il carburante nel 2026. Chi percorre pochi chilometri potrebbe ricevere un vantaggio superiore al rincaro subito, mentre per gli automobilisti che usano spesso il mezzo la copertura sarebbe soltanto parziale.

L’Upb invita però a considerare la diversa collocazione temporale delle misure: l’aumento dei carburanti e le riduzioni delle accise riguardano il 2026, mentre l’esenzione opererebbe nel 2027. Se i prezzi restassero ai livelli attuali, la spesa per il carburante del prossimo anno sarebbe superiore alla stima riferita al 2026 e il beneficio del bollo coprirebbe una quota più contenuta dei costi.

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