Bettini: Schlein e Conte cerchino un’intesa, Renzi serve
Il dirigente dem chiede di evitare lo scontro sulle primarie e lega l’intesa anche alla posizione sull’Ucraina.
Goffredo Bettini chiede a Elly Schlein e Giuseppe Conte di costruire un’intesa nel campo largo e considera Matteo Renzi una presenza utile nella coalizione. Il dirigente del Pd è intervenuto lunedì 2 novembre a Rai Radio 1.
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Il confronto sulle primarie
Secondo Bettini, il risultato delle elezioni politiche conta più di quello delle eventuali primarie. Schlein e Conte, ha spiegato, devono evitare di trasformare la competizione interna in uno scontro tra le rispettive comunità elettorali.
"Schlein e Conte devono trovare un equilibrio perché ognuno ha la sua comunità", ha detto durante l’intervista. A suo giudizio, esasperare il confronto per stabilire chi prevalga nella consultazione interna danneggerebbe l’obiettivo principale: battere Giorgia Meloni alle elezioni.
Bettini ha riconosciuto i meriti di entrambi i possibili candidati. Schlein, ha affermato, ha rilanciato il Partito democratico con un’operazione di grande portata; Conte, invece, ha già guidato il governo e avrebbe affrontato con efficacia le emergenze economiche e sanitarie.
La posizione sull’Ucraina
La politica estera resta uno dei temi su cui le forze del campo largo dovranno trovare una linea comune. Bettini ha distinto il sostegno militare a Kiev durante un eventuale negoziato dall’invio di armi destinato, a suo parere, a prolungare indefinitamente il conflitto.
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"Se dobbiamo mandare le armi per una guerra infinita, io dico di no", ha dichiarato. Il dirigente del Pd ha aggiunto che, qualora l’Europa modificasse la propria politica e si aprisse una trattativa, sarebbe possibile continuare a fornire all’Ucraina armamenti con funzione difensiva.
Il ruolo di Matteo Renzi
Bettini ha inoltre sostenuto l’inclusione di Matteo Renzi nella coalizione, ricordando che il leader di Italia Viva ha compiuto una scelta di campo. Allo stesso tempo, ha escluso che Renzi possa rappresentare da solo tutte le componenti centriste.
Alla domanda sulla diffidenza di Conte, legata alla caduta di un precedente governo, Bettini ha risposto che in politica pesano soprattutto le posizioni espresse pubblicamente. Per questo ha detto di fidarsi della dichiarazione netta di Renzi.
Il dirigente ha infine osservato che una corsa alle primarie limitata a Schlein e Conte sarebbe incoerente con l’obiettivo, più volte dichiarato, di ampliare la partecipazione e il numero dei candidati.
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