Benzina, la tregua Eni apre lo scontro nel governo: ora il nodo banche
Il tetto ai prezzi di carburanti deciso da Eni soddisfa Palazzo Chigi, ma riaccende la sfida tra Forza Italia e Lega in vista della manovra.
Il limite fissato da Eni per benzina e diesel alleggerisce la pressione sul governo dopo il mancato rinnovo degli sconti sulle accise, ma non ricompone le tensioni nella maggioranza. La decisione del gruppo energetico, valida per 30 giorni da lunedì 28 settembre, ha infatti dato il via a una disputa politica su chi debba rivendicarne il merito e su quali altri settori debbano contribuire.
Tajani rivendica la scelta di Eni
Eni ha indicato un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio. Ora resta da vedere se anche le altre compagnie adotteranno un’iniziativa analoga, seguendo il modello del gruppo guidato da Claudio Descalzi.
Antonio Tajani ha presentato l’intervento come il risultato dell’azione di Forza Italia e ha difeso il dialogo tra istituzioni e imprese. «Una vittoria politica di Forza Italia», ha detto il vicepremier, sostenendo che la soluzione raggiunta consenta di ottenere un beneficio per gli automobilisti senza introdurre una tassa sugli extraprofitti e senza creare timori sui mercati.
Secondo il ministro degli Esteri, una linea basata sull’aumento della tassazione avrebbe prodotto incassi immediati, ma avrebbe potuto penalizzare le aziende e indebolire la fiducia degli investitori. Il riferimento alla proposta avanzata dalla Lega sui guadagni dei petrolieri è rimasto implicito, mentre Tajani ha insistito sul valore della collaborazione tra settore pubblico e privato.
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La Lega sposta il confronto sulle banche
Il segnale arrivato da Eni non ha però chiuso il confronto nella coalizione. La Lega ha accolto positivamente il contributo volontario destinato a contenere il costo dei carburanti, ma ha chiesto che il prossimo impegno finanziario venga assunto dagli istituti di credito attraverso la legge di bilancio.
In una nota, il partito di Matteo Salvini ha messo a confronto i risultati dei diversi comparti: Eni avrebbe concluso il 2025 con un utile netto vicino ai 5 miliardi di euro, mentre per le banche italiane le stime sul 2026 indicano profitti complessivi attorno ai 50 miliardi. «Ora, in legge di bilancio, ci aspettiamo un contributo ancora più rilevante dalle grandi banche», ha affermato il Carroccio, indicando famiglie, lavoratori e imprese come destinatari delle risorse.
La richiesta leghista prepara così il terreno alla discussione sulla manovra e mantiene aperto il contrasto con Forza Italia sul metodo da seguire: da una parte l’intesa volontaria con le aziende, dall’altra un prelievo più incisivo sui settori considerati maggiormente redditizi.
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