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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Benzina, la mossa di Ip dopo Eni: da lunedì cambia il pieno

Socar annuncia un limite sui carburanti della rete Ip, ma l’importo non è ancora definito: intanto famiglie e imprese continuano a pagare prezzi elevati.

Il vero interrogativo per gli automobilisti non riguarda l’arrivo del provvedimento, ma la cifra che comparirà sui distributori Ip. Da lunedì 28 settembre la rete della compagnia controllata da Socar inizierà infatti ad applicare un limite a benzina e gasolio, senza aver ancora indicato quale sarà il valore massimo.

La decisione arriva dopo quella adottata da Eni e si inserisce in una fase in cui il costo dei rifornimenti continua a pesare sui bilanci privati e sulle attività economiche. La misura, secondo quanto comunicato dall’azienda, verrà introdotta gradualmente.


Ip segue Eni, ma senza cifre

Socar, gruppo energetico dell’Azerbaigian, opera nel mercato italiano attraverso Ip, società rilevata a maggio da Api Holding. L’azienda ha spiegato che il tetto partirà dai distributori con il marchio Ip e sarà esteso progressivamente, con l’obiettivo di sostenere anche i gestori e gli altri operatori collegati alla rete.

Resta ancora da capire se il limite sarà uguale a quello stabilito da Eni oppure se la compagnia azera sceglierà valori differenti. Per Eni il prezzo massimo è stato fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 euro per il diesel. Socar ha chiarito che la soglia dovrà tenere conto delle condizioni della filiera e della necessità di garantire la continuità operativa alle migliaia di soggetti coinvolti.

La società ha inoltre collegato l’iniziativa alla richiesta del governo italiano di attenuare l’impatto del caro-carburanti su famiglie e imprese, in un contesto geopolitico che continua a creare problemi alle catene internazionali di approvvigionamento.

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Il caro carburanti resta pesante

L’intervento di Socar va nella direzione auspicata da Giorgia Meloni, che punta a coinvolgere anche altri grandi operatori dopo il confronto con Eni. Tuttavia, l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre segnala che il nuovo limite non cancella gli aumenti accumulati negli ultimi mesi.

Secondo la Cgia, rispetto al 27 febbraio, cioè alla vigilia dell’inizio della guerra tra Usa e Iran, presso le stazioni Eni il rifornimento costa ancora il 19,2% in più per la benzina e il 27,3% in più per il gasolio. Un andamento che, secondo l’associazione, mette sotto pressione i conti di famiglie, pendolari e numerose categorie produttive.

Dalle opposizioni arriva intanto la richiesta di un intervento valido per tutto il territorio nazionale. Giuseppe Conte ha accolto positivamente la scelta di Eni, contestando però al governo l’assenza di una strategia energetica complessiva.

Angelo Bonelli, deputato di Avs, chiede invece un decreto che imponga un prezzo uniforme in tutte le stazioni: «Chiediamo un decreto che, vista l’eccezionalità della situazione, fissi in tutte le pompe d’Italia il prezzo dei carburanti ai livelli di settembre 2025: circa 1,70 euro al litro per il gasolio e 1,60 per la benzina».

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