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Politica 2 min di lettura4 giorni fa

Benzina, il tetto Eni accende lo scontro: chi chiede di più

La scelta della compagnia divide il fronte politico tra applausi, richieste di interventi duraturi e accuse di propaganda

Il limite al costo di benzina e gasolio deciso da Eni per 30 giorni ha prodotto una reazione politica immediata. Il centrodestra considera la misura un segnale concreto contro il caro-carburanti, mentre Pd, Cgil e Alleanza Verdi e Sinistra chiedono al governo interventi strutturali, non una soluzione temporanea.


L’opposizione chiede misure durature

Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, riconosce l’utilità dell’iniziativa per le famiglie, ma contesta il ruolo assunto dall’azienda. A suo giudizio, non dovrebbe essere Eni a compensare l’assenza di una linea governativa: Palazzo Chigi dovrebbe fissare una strategia per le grandi società partecipate dallo Stato.

Maurizio Landini ha ricordato che la Cgil sollecita da mesi una riduzione dei prezzi alla pompa. Il segretario generale del sindacato ha chiesto di intervenire sugli extraprofitti delle imprese e di tagliare le accise in modo stabile, criticando una misura limitata a un solo mese: “Senza fare spot”.


Bonelli rilancia la sua proposta

Per Angelo Bonelli, esponente di Avs, il provvedimento dimostra che un prezzo più contenuto dei carburanti era concretamente possibile. Il deputato sostiene che il governo avrebbe dovuto adottare un decreto per calmierare direttamente benzina e diesel, vista l’emergenza collegata alla guerra.

Bonelli accusa inoltre l’esecutivo di avere impiegato 2,8 miliardi di euro di risorse pubbliche per la riduzione delle accise, sottraendo fondi a sanità e trasporto pubblico. La sua conclusione è netta: “La decisione di Eni dimostra che il prezzo calmierato era possibile, come avevamo sempre chiesto noi”.

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La maggioranza applaude Eni

Palazzo Chigi ha definito positiva la decisione della compagnia, considerandola un contributo alla protezione delle famiglie colpite dall’aumento dei carburanti in un quadro internazionale complesso. Fratelli d’Italia ha parlato di una scelta improntata alla responsabilità.

Adolfo Urso ha invitato le altre società petrolifere attive in Italia a seguire la stessa strada. Antonio Tajani ha presentato il provvedimento come un esempio di collaborazione tra istituzioni e imprese, mentre Maurizio Lupi lo ha indicato come un caso di economia sociale di mercato. Anche Carlo Calenda ha accolto favorevolmente la notizia, definendola “un’ottima notizia”.


Vertice sulle raffinerie l’8 ottobre

Nel frattempo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto hanno convocato per giovedì 8 ottobre le aziende della raffinazione.

L’incontro servirà a esaminare la possibilità di aumentare la produzione nazionale dei principali derivati del petrolio, con l’obiettivo di attenuare gli effetti delle difficoltà internazionali sugli approvvigionamenti del Paese. La discussione sul tetto Eni si intreccia così con quella più ampia sulla disponibilità di carburanti e sulla risposta dell’Italia alla crisi energetica.

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