Antisemitismo, l’ultimatum di Schlein alla destra: voto a rischio
Dopo una lunga riunione alla Camera, la segretaria Dem lega l’ok al ddl a una modifica ritenuta decisiva e avverte che, senza correzioni, il partito voterà contro.
Per il ddl sull’antisemitismo, il Partito democratico lascia aperta una porta solo a una condizione: cambiare il passaggio giudicato troppo divisivo. Elly Schlein lo ha chiarito al termine di un confronto molto lungo del gruppo alla Camera, convocato alla vigilia dell’esame in commissione e del successivo passaggio in Aula.
Schlein alza il pressing sulla destra
La segretaria dem ha rivolto quello che ha definito un ultimo appello alla maggioranza, chiedendo di intervenire sulla definizione inserita nel testo. In caso di correzione, i democratici si dicono pronti a sostenere la legge; in caso contrario, il gruppo voterà no e attribuirà alla destra la responsabilità di una frattura su un tema che, secondo Schlein, dovrebbe unire l’intero Parlamento.
Nel riferire l’esito della riunione, la leader del Pd ha parlato di un dibattito «bella lunga, articolata» e ha aggiunto di sentirsi particolarmente orgogliosa di guidare un partito che discute e si confronta.
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Un sì possibile solo con il testo corretto
Schlein ha poi ribadito che il contrasto all’antisemitismo e a ogni forma di discriminazione resta un elemento identitario del Pd. Proprio per questo, ha spiegato, l’eventuale sostegno al provvedimento dipenderà solo dall’eliminazione di quella formulazione contestata; senza un cambio, ha avvertito, emergerebbe la natura strumentale dell’operazione e la linea del partito resterebbe quella del voto contrario.
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