Antisemitismo, il voto si avvicina: la definizione che divide la Camera
Il disegno di legge arriverà in Aula venerdì e punta a fissare regole e strumenti nazionali contro l’odio antiebraico, tra le riserve dell’opposizione.
Il disegno di legge sull’antisemitismo ha superato l’esame della commissione Affari Costituzionali della Camera, ma il confronto politico resta aperto soprattutto sul richiamo alla definizione dell’Ihra. Il testo sarà discusso in Aula venerdì e dovrebbe ottenere il via libera definitivo nella prima metà di ottobre, dopo il passaggio sulla legge elettorale.
La definizione Ihra resta il punto critico
Il provvedimento riprende senza modifiche la versione approvata dal Senato, elaborata attraverso l’unificazione di più proposte. Il nodo principale riguarda l’adozione della definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance, insieme agli indicatori destinati a guidarne l’applicazione.
Una parte del centrosinistra teme che il riferimento possa trasformare alcune contestazioni rivolte alle politiche di Israele in accuse di antisemitismo. La maggioranza respinge questa lettura e sostiene che il testo mantenga integro il diritto di criticare politicamente lo Stato israeliano.
La norma descrive l’antisemitismo come una percezione degli ebrei esprimibile attraverso l’odio. Le condotte possono colpire persone ebree o non ebree, patrimoni, organismi della comunità ebraica e luoghi di culto, sia attraverso dichiarazioni sia mediante azioni fisiche.
Niente nuove sanzioni per le manifestazioni
Nel passaggio parlamentare sono state eliminate le disposizioni penali presenti nella prima versione del testo. Non figurano più nemmeno i divieti per cortei e iniziative pubbliche che sarebbero potuti scattare davanti a una valutazione di grave rischio potenziale legata a simboli, slogan o messaggi antisemiti.
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Il disegno di legge ribadisce invece il rifiuto di ogni forma di antisemitismo e impegna le istituzioni a promuovere interventi contro le sue manifestazioni. Al tempo stesso, precisa che restano tutelate la libertà di espressione e di critica politica, oltre ai diritti di riunione e associazione previsti dalla Costituzione.
Strategia triennale e nuovo coordinatore
Tra le misure previste c’è una Strategia nazionale contro l’antisemitismo, che il Consiglio dei ministri dovrà adottare con durata triennale. Gli obiettivi comprendono la prevenzione dell’odio e delle discriminazioni contro persone, comunità e istituzioni ebraiche, oltre alla promozione della conoscenza della storia e della cultura ebraica.
Il piano dovrà anche garantire livelli adeguati di sicurezza alle comunità ebraiche e ai loro luoghi di aggregazione. A occuparsi della sua preparazione sarà un coordinatore nazionale, collocato presso la Presidenza del Consiglio e scelto dal presidente del Consiglio dei ministri.
Il nuovo responsabile avrà il compito di seguire la predisposizione della strategia e di accompagnare l’attuazione delle iniziative previste. L’approdo in Aula rappresenterà quindi il prossimo passaggio del provvedimento, mentre il voto finale è atteso dopo l’esame della legge elettorale.
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