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Politica 1 min di lettura5 giorni fa

Antimafia, nuova stretta: il procuratore nazionale seguirà anche i casi dei minori

Un decreto approvato dal Consiglio dei ministri estende i poteri del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo ai procedimenti che riguardano minorenni coinvolti in reati gravi.

La competenza del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo si allarga anche ai procedimenti aperti contro i minorenni. La modifica arriva con un decreto legge sulla giustizia approvato oggi dal Consiglio dei ministri e punta a rafforzare il coordinamento nelle indagini più delicate.


Cosa cambia nei tribunali per i minori

Nel provvedimento si stabilisce che, in questi casi, le funzioni del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo vengono esercitate nei confronti del procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. In altre parole, il livello di intervento nazionale entra formalmente anche nel circuito giudiziario dedicato ai ragazzi.

La scelta non viene presentata come una semplice estensione tecnica. Il decreto la collega infatti alla necessità di chiarire e ribadire un perimetro di azione già ritenuto rilevante, ma ora reso più esplicito dal testo approvato dal governo.


Il nodo dei reati gravi commessi dai ragazzi

A motivare l’intervento, secondo quanto riportato nel decreto, c’è la crescente incidenza del coinvolgimento dei minori in fenomeni di criminalità grave. Il governo parla di una situazione che richiede una risposta urgente, proprio per confermare i poteri del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo in questo ambito.

Il riferimento è alla “straordinaria necessità e urgenza” di intervenire, formula con cui il provvedimento giustifica la misura. Nel testo si sottolinea anche che oggi assume sempre più peso il ruolo dei minorenni in reati di particolare gravità, elemento che ha spinto a inserire la novità nel decreto legge approvato in Cdm.

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