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Politica 1 min di lettura17 ott

20 novembre, la Cgil alza il livello: Landini annuncia lo sciopero generale

A Roma la mobilitazione di Via maestra riunisce la Cgil e più di cento associazioni, unite sulle richieste di salari più alti, meno precarietà e maggiore equità sociale.

La mobilitazione di Roma si chiude con l’annuncio di una nuova iniziativa nazionale: Maurizio Landini indica nel 20 novembre la data dello sciopero generale. La protesta rilancia le richieste della Cgil su lavoro, diritti e redistribuzione della ricchezza.

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La piazza rilancia la protesta

Il corteo di “Via maestra” ha portato nella capitale la Cgil insieme a oltre cento realtà associative, sia laiche sia cattoliche, giunte da diverse parti d’Italia. Al centro della manifestazione sono stati messi i problemi legati ai redditi, alla precarietà occupazionale e alle disuguaglianze.

Tra gli obiettivi indicati dai promotori c’è anche una revisione del sistema fiscale, considerato da rendere “davvero giusto”. La mobilitazione ha quindi riunito rivendicazioni economiche e sociali, con un’attenzione specifica alle condizioni di chi dispone di minori risorse.


Scuola, sanità e diritto alla casa

Landini ha richiamato la necessità di aumentare gli investimenti nella scuola e nella sanità. Secondo la linea espressa dalla Cgil, il rafforzamento dei servizi pubblici deve accompagnarsi a misure capaci di contenere le disparità tra i cittadini.

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Nell’agenda della protesta rientra anche l’emergenza abitativa. La richiesta riguarda un ampliamento degli alloggi pubblici e interventi destinati alle persone che faticano a trovare una casa, in un quadro che comprende il più generale diritto all’abitazione.


Il prossimo appuntamento è il 20 novembre

Dal palco della manifestazione, Landini ha annunciato: «Sciopero generale il 20 novembre». La data rappresenta il seguito indicato dalla Cgil per proseguire la mobilitazione sulle questioni sollevate durante il corteo romano.

Il segretario generale ha inoltre sostenuto che le risorse necessarie dovrebbero essere reperite tra i ceti più ricchi. La posizione lega così la richiesta di maggiori finanziamenti per scuola, sanità e casa alla lotta contro le disuguaglianze e a una diversa distribuzione del carico fiscale.

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