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Motori 3 min di lettura2 ore fa

Yamaha, doppio trionfo nel CIV: il vero esame arriva nel 2027

Delbianco e Dalla Porta conquistano Superbike e Supersport, ma i titoli raccontano anche il peso delle nuove regole, del lavoro dei team e delle scelte dei piloti

Il successo ottenuto nel 2026 non chiude il percorso di Yamaha nel Campionato Italiano Velocità: per la casa di Iwata il prossimo banco di prova sarà la reazione degli avversari. Dopo l’affermazione della R9 al debutto, è già stato annunciato l’arrivo della R9 Cup nella stagione 2027, una formula pensata per favorire la partecipazione delle squadre private.

L’iniziativa dovrebbe contribuire a rendere più numerose le griglie e a valorizzare il risultato sportivo appena raggiunto. Nel frattempo, in Superbike, gli altri costruttori avranno l’opportunità di studiare meglio i nuovi parametri tecnici e di rafforzare il sostegno a piloti e team per ridurre il divario dalla R1 del DMR Racing.

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Il pilota resta decisivo

La disponibilità del mezzo più efficace non basta, soprattutto in un campionato con una concorrenza di alto livello. Il CIV riunisce professionisti abituati ad allenarsi con continuità e a sfruttare ogni margine: la prestazione nasce dall’interazione tra preparazione, sensibilità e capacità di interpretare la moto.

La stagione di Lorenzo Dalla Porta lo dimostra in modo concreto. Il pilota ha dovuto ricostruire il proprio percorso dopo seri problemi alla spalla e ritrovare la lucidità necessaria per gestire duelli decisi da pochi millesimi. Anche Alessandro Delbianco ha dovuto convivere con una pressione costante, trasformando la velocità della Yamaha in risultati attraverso regolarità e controllo nei momenti più delicati.


A Vallelunga arrivano i verdetti

Il circuito di Vallelunga, nel fine settimana del 10-11 ottobre, ha assegnato i titoli conclusivi del Dunlop CIV. Alessandro Delbianco ha confermato il primato in Superbike, mentre Lorenzo Dalla Porta ha conquistato la corona della Supersport: Yamaha ha così centrato i campionati Piloti, Team e Costruttori in entrambe le categorie.

In Superbike il titolo è maturato in una stagione resa più incerta dalla riforma tecnica. Le moto in configurazione Production Bike sono strettamente derivate dai modelli di serie, con limiti di spesa per la ciclistica e vincoli elettronici specifici per ciascun marchio. La federazione ha puntato a contenere i costi e ad avvicinare le prestazioni, spostando l’attenzione sulla messa a punto e sulle qualità di chi guida.


Delbianco ha resistito alla pressione

Quanto fosse ridotto il margine tra i costruttori è emerso al Cremona Circuit, penultimo appuntamento del calendario. Tra prove e qualifiche, i primi cinque posti sono stati occupati da cinque moto di marche differenti, un dato che restituisce la competitività della categoria.

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Il DMR Racing ha risposto con precisione nella gestione della Yamaha R1, senza poter contare su trasformazioni tecniche radicali. Delbianco ha dovuto difendere ogni punto, soprattutto sui tracciati più rapidi come il Mugello, trovando in Gabriele Giannini e nella Honda CBR 1000RR-R della Scuderia Improve - Firenze Motor uno dei rivali più competitivi.

Il confronto tra i due ha caratterizzato gran parte del campionato, con duelli ravvicinati e frenate al limite. La contesa si è risolta a Vallelunga, dove Delbianco ha completato una tripletta e ha fissato il miglior tempo sul giro in 1:37.032.


La R9 ha cambiato la Supersport

La Supersport ha seguito una traiettoria diversa. Fin dalle prime gare, la Yamaha R9 ha mostrato un rendimento superiore a quello delle avversarie, presentandosi come una sostituta credibile della R6, ormai a fine ciclo. Il motore a tre cilindri e una ciclistica agile hanno formato un insieme competitivo su circuiti con caratteristiche differenti.

Dalla Porta e il Team Promodriver, diretto da Antonio Sala, Roberto Mussini e Alberto Bonizzi, hanno trasformato quel potenziale in continuità di risultati. La collaborazione con Yamaha ha consentito di affinare il comportamento della moto e di accompagnare lo sviluppo del nuovo progetto, ancora al suo esordio nel campionato italiano.

Una svolta importante è arrivata alla CIV Racing Night di Misano, con una vittoria ottenuta per appena 0,070 secondi. A Vallelunga, inoltre, Niccolò Antonelli, schierato dal team Altogo, ha portato un’altra Yamaha al primato cronometrico in Gara 2, fermando il riferimento della pista a 1:38.638.

La classifica finale ha fotografato la forza del progetto: quattro Yamaha hanno occupato le prime quattro posizioni, mentre il primo pilota su Ducati è stato Mantovani. Il doppio titolo del 2026 nasce quindi dall’unione tra regolamenti più restrittivi, lavoro delle squadre e rendimento dei piloti, non soltanto dalla competitività dei modelli.

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