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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Una 250, 24.450 euro e una bufera: il gesto di Reggiani

La Aprilia destinata a Emergency è stata acquistata da Confesercenti Forlì, mentre il pilota ha risposto alle critiche nate dal suo sostegno alla causa umanitaria

La Aprilia RS250 Replica appartenuta a Loris Reggiani è stata venduta per 24.450 euro e ora è esposta nella sede di Confesercenti Forlì. Il ricavato dell’asta sarà destinato a Emergency, organizzazione che il pilota sostiene da anni e che oggi è impegnata in numerosi Paesi, compresa la zona di Gaza.

L’iniziativa, però, non ha raccolto soltanto consensi. L’intervento pubblico di Reggiani ha provocato attacchi sui social, soprattutto per il suo giudizio sulla guerra e per la scelta di rendere visibile una donazione benefica.

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La raccolta fondi supera i 24mila euro

L’asta era stata annunciata da Reggiani il primo ottobre e si è conclusa l’11 dello stesso mese. A prevalere è stata Confesercenti Forlì, che ha offerto 24.450 euro per la moto: il mezzo è stato poi collocato nella sede dell’associazione, dove è stato presentato durante una conferenza stampa.

Mauro Lazzarini, presidente di Confesercenti Forlì, ha spiegato che il compito dell’organizzazione resta quello di assistere e rappresentare le imprese associate. Ha aggiunto, però, che occasioni simili permettono di trasformare la solidarietà in un aiuto concreto per le persone.

Emergency è nata a Milano nel 1994 per iniziativa di Gino Strada. La sua attività consiste nel fornire cure gratuite alle vittime dei conflitti e della povertà; attualmente l’organizzazione opera in ventuno Paesi.


Reggiani replica agli attacchi online

La decisione di parlare pubblicamente dell’asta ha riaperto una discussione ricorrente: la beneficenza dovrebbe rimanere anonima oppure può essere raccontata per coinvolgere altre persone? Reggiani ha scelto la seconda strada, sostenendo che far conoscere un gesto solidale può aumentare l’importo raccolto e incoraggiare comportamenti analoghi.

“Più gente sa che qualcuno fa beneficenza e più si emula. Quando vedo qualcuno che si comporta in un modo che mi piace, alla fine penso: non ci avevo pensato, lo faccio anch’io. Più si racconta, meglio è”, ha spiegato al telefono, rispondendo alle critiche ricevute.

Il suo sostegno a Emergency non è recente. Reggiani ha ricordato di aver conosciuto l’associazione ai tempi della collaborazione con Marco Melandri: il simbolo compariva sul casco o sulla tuta del pilota negli ultimi anni della 250 e nella prima stagione in MotoGP. Ha inoltre precisato che, in quel caso, erano loro a sostenere Emergency, mostrando il marchio senza ricevere un compenso.


Una moto con una storia particolare

La protagonista dell’asta non è una macchina da gara ufficiale, ma una delle RS250 Aprilia Replica prodotte per la strada. Gli esemplari realizzati furono circa quattrocento o cinquecento e quella di Reggiani portava il numero 399.

Il modello riprendeva la livrea e gli sponsor della prima 400 bicilindrica utilizzata dal pilota nel 1994. Prima di arrivare nelle mani di Reggiani, la moto era rimasta a lungo nel garage di un ragazzo di Genova ed era in condizioni molto compromesse, tanto da non funzionare più.

Il proprietario iniziale l’aveva ceduta a un acquirente che voleva trasformarla per l’uso in pista, un progetto che non gli piaceva. Per questo contattò Reggiani via Messenger e gli propose di tenerla insieme alle altre Aprilia. Il pilota rifiutò di riceverla gratuitamente, concordò un prezzo compreso tra 2.500 e 3.000 euro e la portò con sé.


Dal restauro alla scelta solidale

Dopo l’acquisto, Reggiani investì altri 7.000 euro per sistemare la RS250. In seguito, però, si rese conto di non utilizzarla e iniziò a pensare a come darle un significato diverso.

La situazione a Gaza ha avuto un peso decisivo nella scelta. Reggiani ha raccontato di sentirsi a disagio di fronte al sostegno dato a chi considera responsabile di quella situazione e di non riuscire a smettere di pensarci. Da qui è nata la decisione di destinare la moto a un’asta a favore di Emergency.

L’iniziativa è stata rilanciata anche da Confesercenti Forlì, che ha scelto di accompagnare la consegna con un appuntamento pubblico. Una visibilità che, secondo Reggiani, ha contribuito a far conoscere meglio la raccolta, ma che ha attirato nuove contestazioni contro l’associazione: alcuni utenti hanno sostenuto che avrebbe dovuto occuparsi esclusivamente dei problemi dei commercianti.

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