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Motori 2 min di lettura25 min fa

UE, i carburanti rinnovabili potrebbero affiancare l’elettrico

Bruxelles valuta una revisione delle regole dopo il 2035, con criteri severi per biocarburanti ed e-fuel

L’Unione Europea potrebbe rivedere le regole sulle auto dopo il 2035, includendo anche veicoli alimentati da biocarburanti ed e-fuel. L’ipotesi è ancora allo studio e non rappresenta una decisione definitiva.

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La revisione delle regole europee

Le norme attuali riconoscono come a emissioni zero allo scarico, per quanto riguarda la CO2, soprattutto le auto elettriche a batteria, indicate con la sigla BEV. La vendita delle altre motorizzazioni dovrebbe invece essere esclusa dopo il 2035, salvo eventuali modifiche al quadro legislativo.

La proposta di revisione deve ancora passare attraverso un percorso complesso, nel quale dovranno essere conciliati gli orientamenti dei 27 Paesi dell’Unione Europea. Tra gli elementi che alimentano il dibattito c’è anche una domanda di vetture elettriche inferiore alle attese in diversi mercati, compreso quello italiano, dove le auto a batteria restano una presenza limitata.

L’eventuale nuova categoria potrebbe riguardare i veicoli VEEF, cioè automobili con motore a combustione interna progettate per utilizzare soltanto carburanti ritenuti ammissibili. Il riconoscimento non comporterebbe, però, un’automatica equivalenza tra motori termici ed elettrici: servirebbero parametri precisi per calcolare l’impatto dell’intero ciclo produttivo.


Emissioni e disponibilità dei carburanti

I biocarburanti avanzati possono essere ricavati da residui agricoli, scarti organici e oli usati. Il loro contributo alla riduzione della CO2 dipende dalla materia prima, dai consumi energetici richiesti per la lavorazione e dalle emissioni generate durante tutte le fasi della filiera.

Gli e-fuel, invece, nascono dall’unione tra idrogeno prodotto con energia rinnovabile e anidride carbonica catturata dall’atmosfera, da fonti biologiche o, nei casi consentiti, da impianti industriali. Durante l’uso nel motore rilasciano comunque CO2 allo scarico: il possibile beneficio climatico dipende quindi dall’origine del carbonio e dall’energia impiegata per fabbricarli.

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L’apertura ai VEEF potrebbe permettere ai costruttori europei di continuare a impiegare competenze, stabilimenti e componenti legati ai motori a combustione. Un simile approccio coinvolgerebbe anche le aziende della componentistica e i produttori di sistemi di alimentazione, senza affidare l’intera trasformazione del settore a una sola soluzione tecnica.

I carburanti liquidi potrebbero inoltre sfruttare una parte della rete di distribuzione già esistente. Per una diffusione su larga scala resterebbero comunque da ampliare produzione, trasporti e approvvigionamenti, oltre a garantire prezzi sostenibili e quantità sufficienti.


Decisioni ancora da definire

L’esito dipenderà dai requisiti fissati per ammettere i carburanti, dai possibili limiti sulle quantità e dalla capacità industriale di produrli in modo realmente sostenibile. Anche la disponibilità di energia, materie prime e tecnologie avrebbe un peso nella valutazione finale.

Tra l’ipotesi regolatoria e la concreta vendita di queste automobili rimane quindi un iter da completare. Le istituzioni europee dovranno ancora stabilire se affiancare l’elettrificazione con altre soluzioni, mentre i sostenitori del solo percorso elettrico continueranno a esercitare pressione nel confronto politico.

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