Triangoli sull’asfalto: il trucco spagnolo che sfida i dossi
La Spagna ha reso ufficiali i denti di drago, una segnaletica ottica pensata per ridurre la velocità senza modificare fisicamente la strada.
Basta una sequenza di forme bianche dipinte sull’asfalto per far percepire la carreggiata come più stretta e spingere chi guida a rallentare. È questa l’idea alla base dei cosiddetti denti di drago, una soluzione sperimentata in Spagna per aumentare l’attenzione nei punti più delicati senza installare ostacoli sulla strada.
Il sistema appare semplice, ma apre due interrogativi: quanto incide davvero sulla velocità e come viene interpretato dalle automobili dotate di dispositivi per il mantenimento della corsia?
Un’illusione diventata segnaletica ufficiale
I triangoli vengono collocati ai margini della corsia e disegnati con grandezza crescente in prossimità della zona da affrontare con maggiore cautela. L’effetto prospettico induce il conducente a ritenere che lo spazio disponibile si stia riducendo, favorendo così una diminuzione spontanea della velocità.
La prima prova risale al 2021, lungo la N-122 a Nava de Roa, nella provincia di Burgos. Dopo l’estensione dell’esperimento ad altri centri, il Real Decreto 465/2025, diventato operativo il 1° luglio 2025, ha inserito questa marcatura nel repertorio stradale spagnolo con la sigla M-8.1.
Rallentare senza colpire le sospensioni
Secondo la Dirección General de Tráfico, il richiamo visivo porta effettivamente gli automobilisti a moderare l’andatura. La stessa amministrazione indica una possibile diminuzione del 25% degli incidenti per interventi di questo tipo, ma il dato deve essere letto con prudenza: non viene illustrato un confronto completo tra la situazione precedente e quella successiva nei soli tratti spagnoli interessati dalla sperimentazione.
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Rispetto ai rallentatori tradizionali, il vantaggio è soprattutto fisico. La superficie stradale resta piatta, quindi automobili e sospensioni non devono assorbire urti e i motociclisti non sono costretti a superare un dosso. La presenza di vernice, tuttavia, aumenta la superficie liscia da attraversare: sul bagnato, chi viaggia su due ruote potrebbe preferire evitarla il più possibile.
Il dubbio sui sistemi di bordo
Resta da capire come reagiscano i dispositivi elettronici incaricati di riconoscere i margini della corsia. Le telecamere di bordo individuano normalmente le linee che delimitano il percorso e forniscono i dati necessari all’avviso di abbandono involontario e all’assistenza per restare nella propria corsia.
I denti di drago, però, non prendono il posto delle strisce laterali: vengono tracciati accanto a esse. In condizioni normali, quindi, un sistema moderno dovrebbe considerare i triangoli come elementi aggiuntivi e continuare a seguire la marcatura corretta. Non risultano comunque prove pubbliche dedicate a un confronto tra diversi dispositivi proprio su questo tipo di segnaletica.
L’ipotesi è che i modelli più aggiornati riescano a distinguere senza difficoltà i bordi obliqui dalla linea effettiva della corsia. Per gli apparati meno sofisticati resta invece una possibilità teorica di disturbo, che richiederebbe test specifici per essere verificata.
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