Tre piloti, un Mondiale: perché Pernat sceglie ancora Marquez
Il manager genovese analizza la sfida tra Bezzecchi, Marquez e Martin, indica il favorito e riflette sul momento difficile vissuto da Bagnaia.
Il campionato resta aperto, ma secondo Carlo Pernat il margine d’errore di Marco Bezzecchi si è ormai ridotto al minimo. Il pilota dell’Aprilia, pur avendo mostrato una continuità da podio, ha lasciato per strada troppi risultati pesanti: per il manager genovese è questo il principale ostacolo nella corsa iridata contro Marc Marquez e Jorge Martin.
Pernat ha affrontato anche il ruolo delle squadre, il confronto tra i due grandi protagonisti della MotoGP e la gestione del gruppo da parte di un manager. Nella sua analisi è emerso un principio preciso: a questo punto della stagione conteranno soprattutto la tenuta mentale e la capacità di restare sereni.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Bezzecchi non può più sbagliare
Gli errori commessi da Bezzecchi sono stati otto, secondo il conteggio ricordato durante la conversazione. Un bilancio troppo pesante per chi punta al titolo, soprattutto perché il pilota italiano aveva dimostrato di poter essere competitivo in ogni appuntamento e di avere il passo per salire sul podio con grande regolarità.
Il manager ha riconosciuto la crescita compiuta da Bezzecchi sul piano mentale, ma ha sottolineato anche il ritardo accumulato rispetto ai rivali. A 28 anni il salto decisivo è ancora possibile, sebbene la finestra per riuscirci non sembri ampia: l’assenza di vittorie nei campionati di Moto3 e Moto2 rappresenta un elemento che rende l’impresa più complessa.
La matematica, però, tiene ancora il pilota dell’Aprilia nella contesa. Marquez e Martin possono a loro volta incappare in uno zero, ma Bezzecchi non avrebbe quasi più spazio per un altro passo falso. Per Pernat, il resto del calendario sarà determinato meno dalle caratteristiche delle moto e molto di più dalle decisioni e dalla solidità dei tre piloti.
Pernat punta su Marquez
Se dovesse scegliere un solo pilota per il titolo di questa stagione, Pernat indicherebbe Marquez. Nella sua valutazione pesano l’esperienza accumulata dal campione spagnolo, la capacità di amministrare le situazioni e la consapevolezza maturata dopo numerosi successi mondiali.
Martin, dal canto suo, può contare sull’esperienza di un titolo già conquistato e sulla situazione particolare legata al futuro: il passaggio all’Aprilia è già definito e questo, secondo l’analisi del manager, potrebbe renderlo più libero mentalmente. Bezzecchi, invece, non si era mai trovato prima a gestire un finale di campionato con una pressione di questo livello.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
A Phillip Island Pernat non avrebbe dispensato indicazioni tecniche ai tre contendenti. La sua priorità sarebbe stata portarli fuori a cena, creare un’atmosfera rilassata e aiutarli a mantenere il sorriso: «Vince sempre chi sorride». Una volta indossato il casco, però, ogni pilota dovrebbe contare soltanto sulle proprie capacità.
Due Aprilia contro una Ducati
Nel confronto tra le due squadre ancora in corsa, il vantaggio numerico è dell’Aprilia. La casa italiana può contare su due piloti, mentre Ducati ha un solo rappresentante nella sfida: per Pernat si tratta di una differenza evidente, perché un eventuale errore di uno dei due corridori può essere compensato dal risultato dell’altro.
La presenza di Marquez rende però la partita più difficile. Proprio per affrontare un avversario di questo livello, secondo il manager, avere due piloti diventa ancora più importante. La strategia dovrebbe comunque evitare favoritismi e garantire a entrambi la stessa tranquillità, lasciando poi alla gara il compito di stabilire chi sarà più efficace.
Il caso Bagnaia resta aperto
Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il momento di Francesco Bagnaia, due volte campione del mondo e protagonista di una brusca involuzione. Pernat ha spiegato di non ricordare un precedente davvero comparabile nella storia recente del motociclismo, fatta eccezione per episodi condizionati da problemi fisici, come quello legato a Freddie Spencer.
Il ragionamento del manager porta quindi a escludere un improvviso calo delle capacità di guida. La sua tesi è che, quando un campione di quel livello non riesce più a esprimersi come in passato, il fattore mentale possa avere un peso decisivo: «Non disimpari a guidare».
Continua a leggere
Bezzecchi, 46 punti non spaventano Rossi: il mondiale è ancora vivo
Il nove volte iridato rilancia le chance del pilota Aprilia e guarda con entusiasmo al possibile trionfo di Kimi Antonelli in Formula 1
Pirelli sceglie BKT: l’India diventa il nuovo banco di prova
La collaborazione punta a unire la tecnologia del gruppo italiano con la capacità industriale indiana per creare valore nei mercati internazionali.
Bici sul Garda, la regola degli otto accende lo scontro
La bozza del Codice limita i gruppi e impone 50 metri tra le comitive, ma sul lago amministratori ed ex campioni temono controlli impossibili e nuovi rischi.
IndyCar in Europa nel 2027? Barcellona può aprire una nuova era
Il circuito catalano potrebbe ospitare per la prima volta una gara europea della serie americana, approfittando dell’assenza della Formula 1