Toyota avverte Bruxelles: le regole auto non ignorino chi produce in Europa
Yoshihiro Nakata chiede all’Unione europea criteri più flessibili su origine dei veicoli ed emissioni, valorizzando anche Regno Unito, Turchia e Giappone.
Per Toyota l’Europa non è soltanto un mercato di vendita, ma una parte integrante della propria attività industriale. Yoshihiro Nakata, presidente e amministratore delegato di Toyota Motor Europe, invita Bruxelles a tenere conto del contributo del gruppo e dei suoi partner quando definirà le prossime regole per l’automobile.
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La richiesta di una filiera più aperta
Nakata ha definito Toyota «non un ospite in Europa», ricordando che il costruttore opera nel continente da oltre 60 anni. Secondo il manager, l’azienda è ormai un produttore europeo e punta al successo dell’intero comparto automobilistico della regione.
Per questo Toyota propone un criterio di origine “Fatto con l’Europa”, capace di riconoscere come partner affidabili anche il Regno Unito, la Turchia e il Giappone. Nel Regno Unito il gruppo possiede due stabilimenti che occupano 3mila persone; l’impianto turco di Arifiye produce invece 280mila automobili all’anno e impiega 5mila addetti.
Il dirigente considera penalizzante una norma che ammetta soltanto l’assemblaggio realizzato all’interno dell’Unione europea. Una simile impostazione, sostiene, rischierebbe di scoraggiare gli investitori presenti da lungo tempo, perché il valore di un’auto costruita in Europa comprende anche progettazione, ricerca, sviluppo, montaggio e occupazione qualificata, non soltanto la provenienza dei componenti.
Emissioni, Toyota chiede realismo
Sul fronte climatico, Nakata ha ribadito il pieno sostegno di Toyota agli obiettivi europei, ma ha chiesto traguardi «pragmatici, tecnologicamente neutrali e raggiungibili». La proposta comprende una fase di adeguamento attorno al 2030 e maggiore flessibilità in vista del 2035.
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Nella visione del gruppo, i veicoli alimentati esclusivamente da carburanti rinnovabili e sostenibili dovrebbero essere classificati come a emissioni zero. Diversa la posizione sulle automobili a celle a combustibile, che secondo Toyota dovrebbero restare escluse dal campo di applicazione delle nuove regole fino a quando il mercato non sarà più maturo.
Più tecnologie per seguire i clienti
La linea indicata dal presidente di Toyota Motor Europe è quella di combinare ambizione ambientale e concretezza nelle decisioni future. Le norme, ha spiegato, dovrebbero riflettere la domanda effettiva degli automobilisti e consentire l’impiego di tutte le soluzioni in grado di ridurre la Co2.
In questo percorso, il contributo dei partner considerati affidabili viene giudicato essenziale. Per Toyota la transizione non dovrebbe quindi concentrarsi su un’unica tecnologia, ma includere le diverse opzioni capaci di sostenere la riduzione delle emissioni e la competitività dell’industria europea.
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