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Motori 2 min di lettura47 min fa

Tesla, l’idea dei razzi era già nei piani Rimac: poi vinse il V16

Mate Rimac ha mostrato documenti interni del 2019 e del 2020: la Nevera avrebbe potuto sperimentare soluzioni estreme, ma il progetto è stato accantonato.

La sfida tra Tesla e Bugatti Rimac non passa soltanto dalle prestazioni dichiarate, ma anche dalle idee messe sul tavolo durante lo sviluppo delle rispettive automobili. Mate Rimac ha infatti reso pubblici alcuni documenti che dimostrano come l’azienda avesse già valutato l’impiego di propulsori a gas freddo per spingere la Nevera oltre i limiti tradizionali.

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Rimac aveva già immaginato i razzi

In un filmato condiviso sui social, l’amministratore delegato ha mostrato una comunicazione interna risalente al 2019. Al suo interno compariva uno studio sulla deportanza statica, cioè la possibilità di aumentare il carico verticale sulla vettura anche quando non sta ancora viaggiando ad alta velocità.

Un’analisi successiva, datata 2020, prendeva invece in esame l’installazione di propulsori a gas freddo sulla Nevera o sulla sua futura erede. L’obiettivo era sperimentare accelerazioni ancora più radicali, con la prospettiva teorica di rendere possibile persino il sollevamento delle ruote da terra durante lo scatto da 0 a 100 km/h.


Non era una soluzione pronta alla produzione

I documenti non descrivevano un dispositivo già pronto per essere montato su un modello destinato ai clienti. Si trattava piuttosto di ipotesi tecniche e obiettivi da laboratorio, utili a capire fin dove potesse spingersi il reparto progettazione.

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Secondo quanto emerge dalle spiegazioni di Rimac, sviluppare contemporaneamente ogni soluzione estrema sarebbe stato troppo complesso. Per questo l’azienda ha rinunciato a portare avanti quel percorso e ha concentrato risorse e attenzione su un progetto molto diverso.


La scelta opposta della Tourbillon

Il risultato di quella decisione è la Bugatti Tourbillon, costruita attorno a un motore V16 aspirato. Invece di affidarsi a sistemi aggiuntivi per esasperare la spinta, Bugatti ha scelto di valorizzare la risposta e il carattere di un’architettura meccanica tradizionale, portata a un livello eccezionale.

Rimac non ha presentato questa differenza come una rivalità personale con Tesla. Al contrario, ha manifestato apprezzamento per il coraggio dimostrato dal costruttore statunitense con i propulsori a razzo della nuova Roadster. A suo giudizio, il settore è reso più interessante proprio dalla coesistenza di due direzioni: da una parte la ricerca tecnologica più estrema, dall’altra il ritorno alla meccanica pura rappresentato dal V16 Bugatti.

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