Tesla, la spinta dal basso per la nuova Roadster: ventole e aderenza
Un brevetto descrive quattro ventole integrate nel retro per generare deportanza anche a bassa velocità, con gestione manuale o affidata al software.
La nuova idea di Tesla punta a risolvere uno dei limiti dell’aerodinamica tradizionale: ottenere maggiore aderenza senza dover raggiungere velocità elevate. Un brevetto mostra infatti un sistema composto da quattro ventole, progettato per aspirare l’aria sotto la parte posteriore dell’auto e aumentare la pressione verso l’asfalto.
Il progetto richiama uno studio del 2023 dedicato alla Model S, oggi non più prodotta. Per questo, gli indizi portano soprattutto verso la nuova Roadster, anche se il deposito non conferma quale modello potrebbe eventualmente adottare questa tecnologia.
Più carico anche a bassa velocità
Le ventole sarebbero collocate all’interno del diffusore posteriore e integrate nella zona del paraurti. Il loro funzionamento non avrebbe a che fare con il raffreddamento dei componenti elettronici o del propulsore: il compito sarebbe creare una depressione nella parte inferiore della vettura.
L’aria aspirata da sotto le ruote posteriori produrrebbe così una spinta verso il basso. Rispetto a un alettone tradizionale, il sistema potrebbe generare deportanza anche quando l’auto è ferma o procede a circa 30 km/h, perché non dipenderebbe direttamente dal flusso d’aria prodotto dalla velocità.
Una soluzione meno estrema
Il concetto ricorda quello utilizzato in alcune hypercar sviluppate da Gordon Murray. Tesla, tuttavia, avrebbe scelto una configurazione meno radicale rispetto alla McMurtry Spéirling, senza adottare minigonne mobili capaci di chiudere completamente il fondo e mantenerlo sigillato rispetto all’asfalto.
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Questa scelta potrebbe rendere il sistema più semplice da integrare in una vettura stradale, almeno sul piano progettuale. Resta comunque da capire se il brevetto rappresenti un esercizio tecnico o una soluzione destinata a un futuro modello di produzione.
La batteria alimenta le ventole
L’energia necessaria arriverebbe direttamente dalla batteria di trazione. Il documento prevede inoltre due modalità di gestione: il conducente potrebbe attivare il dispositivo manualmente oppure lasciare che sia il software a regolarne l’intervento in base alle condizioni di guida.
Una simile impostazione sembra pensata soprattutto per l’utilizzo in pista. Il carico aggiuntivo potrebbe aiutare la vettura nelle frenate più intense e nei curvoni veloci, dove la maggiore aderenza al suolo può incidere sulla stabilità e sulla velocità di percorrenza.
Se la tecnologia dovesse arrivare su una Tesla di serie, il vantaggio principale sarebbe la possibilità di ottenere un effetto aerodinamico utile già a velocità contenute. Per ora, però, si tratta soltanto di una soluzione descritta in un brevetto e non di una caratteristica confermata per la nuova Roadster.
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