Tesla FSD, per l’ok Ue servono altri 5 Paesi
Dieci Stati hanno approvato il sistema, ma il voto europeo previsto per ottobre potrebbe slittare a dicembre.
L’autorizzazione europea per Tesla FSD è ancora bloccata. Il sistema, ribattezzato Tesla Assisted Driving nell’Unione europea, ha ottenuto il via libera di 10 Paesi, ma per raggiungere la maggioranza qualificata servono almeno 15 Stati, pari al 65% della popolazione comunitaria.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Il voto europeo resta incerto
Hanno già approvato il dispositivo Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Slovenia, Estonia, Lituania, Danimarca, Belgio, Croazia, Slovacchia e Lettonia. Mancano quindi altri cinque consensi, oltre alla soglia demografica richiesta dalle regole europee.
La votazione, inizialmente prevista per il 6 ottobre 2026, è stata rinviata. Tra le ipotesi circola quella di un appuntamento a dicembre, ma al momento non è stata indicata una data definitiva. L’iter coinvolge anche valutazioni politiche e le conseguenze degli incidenti mortali associati all’uso scorretto dei sistemi di assistenza.
Cosa misura il sistema Tesla
FSD non corrisponde alla guida autonoma completa. Si tratta di una tecnologia di assistenza avanzata di Livello 2: il conducente deve mantenere il controllo, sorvegliare la strada e rispondere della marcia e degli eventuali sinistri.
Tesla ha diffuso i risultati delle proprie prove su strada per sostenere la richiesta di autorizzazione. Secondo l’azienda, con FSD il tasso di incidenti sarebbe da 4 a 9 volte più basso rispetto alla guida effettuata soltanto dal conducente.
Questa lettura è stata però contestata da analisti, autorità e specialisti di sicurezza stradale. I test riguardano soprattutto autostrade, tratti rettilinei e condizioni favorevoli, mentre il confronto con le statistiche generali comprende anche strade urbane, incroci, guida notturna e maltempo.
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Le critiche alle statistiche
Un ulteriore elemento riguarda le automobili e i loro utilizzatori. Le Tesla sono modelli recenti, dotati di dispositivi di sicurezza attiva, e il profilo dei loro conducenti può differire da quello della media nazionale: anche questo fattore incide sulla frequenza dei sinistri.
Gli esperti discutono inoltre il modo in cui vengono classificati gli incidenti. Se il conducente riprende il controllo poco prima dell’impatto o il sistema si disattiva nei secondi precedenti, l’evento potrebbe non essere conteggiato interamente tra quelli riconducibili all’assistenza elettronica.
La posizione dell’Italia
Matteo Salvini ha avviato un confronto con Elon Musk e ha chiesto di accelerare il percorso europeo per la valutazione del programma. Il ministro ha indicato nell’innovazione industriale e nella sicurezza stradale i principali motivi per esaminare la tecnologia.
L’Italia può comunque esprimere autonomamente il proprio consenso o il proprio rifiuto, senza attendere una decisione comune degli altri Stati. La procedura europea resta quindi aperta, ma il calendario del voto non è ancora definito.
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Il ministro sollecita l’autorizzazione europea, mentre Azione ricorda che i singoli Stati possono già muoversi autonomamente.
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