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Motori 2 min di lettura9 ore fa

Tesla FSD, il test belga accende l’allarme: cosa contesta l’ETSC

L’organizzazione europea chiede di fermare due impostazioni della velocità e di rinviare l’ok al sistema Tesla finché non sarà chiarito il quadro normativo

Durante alcune prove svolte in Belgio, il sistema di guida assistita di Tesla avrebbe riconosciuto più volte i segnali con limite a 30 km/h senza poi rispettarli. Inoltre, in diverse occasioni avrebbe cercato di superare ciclisti presenti su strade ciclabili prioritarie, comportamento vietato dalla normativa belga.

I risultati sono stati riportati la scorsa settimana dall’organizzazione belga johanna.be. L’ETSC, però, precisa che quelle verifiche non riguardano direttamente le due funzioni di velocità contestate a Tesla: né la tolleranza automatica sul limite né l’adeguamento alla velocità del traffico circostante sono state utilizzate durante i test.


Il nodo resta la sicurezza stradale

Il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti, organismo indipendente e senza fini di lucro, sollecita la Commissione europea e i 27 Stati membri a non autorizzare due impostazioni presenti nel sistema Tesla Full Self-Driving. Secondo l’organizzazione, una delle due non sarebbe compatibile con le regole delle Nazioni Unite, mentre l’altra potrebbe favorire comportamenti già irregolari.

L’ETSC chiede anche di evitare una votazione sull’approvazione del sistema prima di un confronto pubblico. Il dibattito dovrebbe stabilire se le norme attuali vadano ampliate per consentire la guida senza le mani sul volante e le manovre eseguite autonomamente dall’automobile anche fuori dalle autostrade.


Le due funzioni finite sotto esame

La prima impostazione è lo “speed offset”, cioè una tolleranza aggiuntiva applicata al limite rilevato. Il conducente può configurarla fino al 50% oltre la soglia prevista: in una strada con limite di 50 km/h, per esempio, il sistema potrebbe considerare accettabile una velocità di 75 km/h; con un limite di 30 km/h, arriverebbe a 45 km/h. Per l’ETSC, questa possibilità aumenta il pericolo di incidenti ed è vietata dal regolamento delle Nazioni Unite relativo al dispositivo.

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La seconda funzione, chiamata “contextual speed limit”, utilizza elementi dell’ambiente stradale per stimare il limite applicabile. L’ETSC considera utili dati come la segnaletica orizzontale, la conformazione della strada e le caratteristiche dell’infrastruttura, ma giudica inaffidabile il comportamento degli altri automobilisti: poiché il superamento dei limiti è frequente in Europa, seguire la velocità del flusso potrebbe portare il veicolo a riprodurre le infrazioni invece di correggerle.


L’iter europeo non è ancora concluso

Il 10 aprile 2026 l’autorità olandese di omologazione RDW ha rilasciato al Tesla FSD (Supervised) un’autorizzazione nazionale provvisoria. Il via libera è stato concesso attraverso la procedura di deroga prevista dall’“Articolo 39” dell’Unione Europea, pensata per tecnologie nuove che non rispettano integralmente le disposizioni già in vigore.

L’autorizzazione potrà produrre effetti nell’intera Unione soltanto dopo l’approvazione della Commissione europea. Per arrivarci serve il consenso dei rappresentanti dei Paesi membri riuniti nel comitato TCMV; nel frattempo, alcuni Stati hanno riconosciuto il provvedimento olandese e permettono l’impiego del sistema sul proprio territorio.

La discussione tecnica sul Tesla Full Self-Driving è prevista per il 6 ottobre. L’ETSC invita a non procedere con il voto, atteso comunque non prima di dicembre 2026, finché non saranno affrontate pubblicamente le questioni legate all’uso senza mani e alle manovre autonome fuori dalle autostrade.

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