Tesla e SpaceX, il colosso da 3.500 miliardi passa dagli azionisti
L’ipotesi di un’unione tra le due società di Elon Musk nasce dopo i risultati record di SpaceX, ma il via libera degli azionisti Tesla resta decisivo.
L’eventuale unione tra Tesla e SpaceX potrebbe dare vita a un gruppo dal valore complessivo vicino ai 3.500 miliardi di dollari. L’ipotesi è stata sostenuta da Elon Musk durante una teleconferenza dedicata ai conti della società aerospaziale, ma il percorso è ancora lontano dalla conclusione: non esiste un’offerta formale e il voto degli azionisti Tesla rappresenta uno dei principali ostacoli.
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Una fusione ancora tutta da approvare
Le valutazioni di mercato utilizzate come riferimento indicano circa 2.000 miliardi di dollari per SpaceX e quasi 1.500 miliardi per Tesla. La combinazione delle due realtà controllate da Musk avrebbe quindi una dimensione finanziaria senza precedenti, almeno sulla carta.
Su richiesta degli investitori sono stati creati comitati formati da amministratori indipendenti, incaricati di esaminare la possibilità dell’operazione. Musk, che ricopre il ruolo di amministratore delegato in entrambe le aziende, non prende parte alle discussioni per evitare il conflitto di interessi. Per procedere sarebbe inoltre necessaria l’approvazione della maggioranza di tutte le azioni Tesla, non soltanto dei titoli rappresentati in assemblea.
I numeri spingono SpaceX
A rafforzare l’ipotesi di un legame più stretto sono soprattutto i risultati economici di SpaceX. Tra luglio e settembre la società ha registrato un utile netto di 4,4 miliardi di dollari, dopo la perdita da 1,1 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi sono invece aumentati del 161%, arrivando a 14,6 miliardi.
Il trimestre precedente, il primo trascorso da società quotata, si era chiuso con entrate pari a 7,8 miliardi e una perdita di 541 milioni. La crescita più marcata è arrivata dalle attività legate all’intelligenza artificiale, i cui ricavi sono saliti oltre nove volte fino a 7,6 miliardi, superando i 5,2 miliardi di Starlink, in aumento del 69%.
L’intelligenza artificiale al centro
Alla base dell’espansione ci sono i nuovi accordi per i servizi informatici a distanza, la crescita del chatbot Grok e l’acquisizione di Cursor, società emergente specializzata nella programmazione assistita dall’intelligenza artificiale. Tra i clienti dei centri di elaborazione dati figurano Anthropic, con un’intesa da 45 miliardi di dollari in tre anni, e Google, che verserà 920 milioni al mese da ottobre fino a giugno 2029.
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SpaceX ha investito 19,6 miliardi di dollari nel trimestre, destinandone 16,4 all’intelligenza artificiale. Nei primi nove mesi dell’anno la spesa complessiva ha raggiunto 48 miliardi. La capacità dei centri dovrebbe passare da 0,6 a 1,7 gigawatt, mentre l’obiettivo indicato per il 2027 è arrivare ad altri 10 gigawatt.
Dalla corsa allo spazio alle auto
Un’integrazione tra SpaceX e Tesla potrebbe favorire progetti comuni nel campo dei programmi informatici basati sull’intelligenza artificiale, dei chip, della robotica e dell’elaborazione dei dati nello spazio. Il possibile scambio di risorse e investimenti azionari rafforzerebbe anche le attività di Tesla nel settore dei veicoli elettrici.
SpaceX è stata fondata nel 2002 con l’obiettivo di ridurre il costo dell’accesso allo spazio e rendere possibile, in prospettiva, la presenza umana su Marte. L’azienda ha sviluppato i lanciatori Falcon 1, Falcon 9 e Falcon Heavy, oltre alle capsule Dragon e Dragon 2, impiegate per il trasporto di rifornimenti e astronauti da e verso la Stazione Spaziale Internazionale.
Al 30 giugno Musk deteneva il 48,4% di SpaceX, con oltre l’82% dei diritti di voto, e circa il 20% di Tesla. Per completare l’operazione servirebbe il consenso di almeno il 50% dell’intero capitale azionario della casa automobilistica.
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