Targa su misura, 600 euro: il debutto slitta al 2028
La scelta di lettere e cifre per le targhe italiane prende forma, ma tra autorizzazioni, vincoli e sistemi da aggiornare servirà ancora tempo.
Per chi immagina di avere una combinazione scelta personalmente, la data da tenere d’occhio è il 1° gennaio 2028. È il momento indicato per l’entrata in vigore delle nuove regole, ma non coincide necessariamente con l’avvio immediato delle richieste: serviranno altri provvedimenti e l’adeguamento degli strumenti informatici della Motorizzazione.
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Il 2028 non garantisce la partenza
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 non ha ancora concluso il suo iter. Prima del via libera definitivo dovrà passare dall’esame del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle commissioni parlamentari competenti.
Il calendario prevede l’approvazione del decreto entro il 30 aprile 2027. In seguito dovranno essere definite le modalità concrete per inoltrare la domanda, controllare se la sequenza richiesta è libera e produrre le targhe. Senza questi passaggi, il servizio non sarà ancora utilizzabile dagli automobilisti.
Quanto costa scegliere la combinazione
La tariffa complessiva prevista ammonta a 600 euro per le due targhe del veicolo. Di questa somma, 500 euro sarebbero destinati al Poligrafico dello Stato per la produzione degli esemplari anteriore e posteriore, mentre i restanti 100 euro spetterebbero al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il pagamento riguarderà esclusivamente l’opzione personalizzata e non sostituirà la procedura ordinaria di assegnazione. La quantificazione dell’importo rappresenta quindi un tassello del progetto, non l’annuncio dell’apertura immediata delle prenotazioni.
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Scelta libera, ma entro confini precisi
La sequenza alfanumerica dovrà essere disponibile e non già presente negli archivi della Motorizzazione. Non saranno accettate combinazioni offensive, equivoche o capaci di ostacolare il riconoscimento del mezzo; resterà inoltre essenziale che ogni targa possa essere letta senza difficoltà dalle persone e dai dispositivi automatici di controllo.
Le disposizioni applicative dovranno chiarire il modello definitivo delle sequenze, il limite dei caratteri e le regole relative al loro ordine. La richiesta potrebbe essere ammessa anche quando occorra reimmatricolare il veicolo dopo un furto, uno smarrimento o il deterioramento delle targhe precedenti.
La targa resta legata all’auto
C’è però un vincolo destinato a incidere sulla scelta: se il proprietario venderà la vettura, la combinazione personalizzata resterà abbinata a quel veicolo. Non sarà dunque possibile conservarla e trasferirla su un’altra automobile.
La possibilità di indicare lettere e numeri non nasce da una norma completamente nuova. Una disposizione del 2002 aveva già previsto questa facoltà, individuando uno schema con due lettere, tre numeri e altre due lettere. L’assenza delle regole operative, tuttavia, ne ha impedito finora l’applicazione concreta.
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