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Motori 3 min di lettura12 ott

Surra non si ferma: tre podi e una dedica alla squadra

Dopo il risultato di Cremona, il pilota piemontese ha confermato all’Estoril la propria crescita, battendo avversari esperti e riducendo il divario dai protagonisti della Superbike.

La sorpresa più grande dell’Estoril non sono soltanto i tre terzi posti conquistati da Alberto Surra, ma il modo in cui il pilota piemontese è riuscito a ottenerli. A 21 anni, alla prima stagione in Superbike e su una moto di cilindrata superiore rispetto a quelle guidate in passato, il torinese ha dimostrato di poter stare davanti a piloti affermati come Miguel Oliveira e Alvaro Bautista.

Il risultato portoghese ha inoltre dato continuità al podio centrato a Cremona. Se allora qualcuno aveva attribuito quel piazzamento al fattore campo e alla familiarità con il circuito italiano, l’Estoril ha offerto una risposta netta: la crescita di Surra è il frutto di un percorso preciso, costruito insieme alla sua squadra.

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La svolta costruita con il gruppo

All’inizio dell’anno Surra ha scelto una strada tutt’altro che scontata. Di fronte a un’altra proposta contrattuale, il giovane ha preferito accettare la sfida della Superbike con Motocorsa, entrando in un ambiente nuovo e affrontando per la prima volta una moto da mille. Prima di allora aveva gareggiato in Moto3, Moto2 e Supersport.

La decisione è stata accompagnata da un lavoro intenso, non soltanto sulla condizione fisica. Il pilota si è affidato a professionisti della preparazione atletica e ha curato anche l’aspetto mentale, trasformandosi in pochi mesi senza perdere l’entusiasmo per le moto e per il mestiere scelto. La sua crescita, dunque, non è arrivata per caso né per un singolo episodio favorevole.

Il miglioramento più evidente riguarda la gestione degli pneumatici, una delle difficoltà incontrate nelle prime gare. Surra ha spiegato che, insieme ai tecnici, ha analizzato il comportamento della moto in ogni marcia e in ogni curva, lavorando sia in pista sia lontano dal circuito. «Questi podi li dedico ai ragazzi della mia squadra», ha detto, ricordando come il gruppo lo abbia sostenuto durante una fase delicata della carriera.


A Estoril il distacco si è ridotto

Il primo podio di Cremona era arrivato al termine di una gara vissuta con grande intensità. I piazzamenti portoghesi, invece, sono stati preparati già durante le prove e hanno confermato un progresso concreto. In Gara1 Surra ha concluso a meno di otto secondi da Nicolò Bulega, una distanza mai così contenuta in precedenza.

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Anche la gara sprint ha mostrato la capacità del pilota di reagire rapidamente alle esigenze della moto. Prima del via, Motocorsa ha apportato alcune modifiche che hanno permesso a Surra di aumentare il ritmo e di chiudere davanti a Oliveira. In Gara2, invece, il piemontese stava studiando Bautista: in alcune curve disponeva di maggiore aderenza e progettava un attacco alla curva 5, ma lo spagnolo è caduto prima che il duello potesse concludersi.

Surra non considera comunque raggiunto il traguardo. Il suo approccio resta concentrato sul presente e sulla raccolta di punti e dati, gara dopo gara. «Non mi sento arrivato: penso curva dopo curva», ha spiegato, sottolineando quanto la Superbike possa riservare situazioni imprevedibili.


Il prossimo esame sarà Jerez

Il giovane italiano evita di fare pronostici sull’appuntamento di Jerez, dove si disputeranno le ultime tre gare. Non sa ancora se il proprio stile di guida si adatterà al tracciato spagnolo e preferisce quindi attendere il responso della pista, senza fissare obiettivi numerici.

Il confronto con i migliori resta però uno stimolo. Secondo Surra, Bulega e Iker Lecuona hanno un vantaggio determinato dalla combinazione tra talento, moto e squadra, ma Motocorsa gli mette a disposizione un mezzo competitivo e ben preparato. Il compito del pilota sarà continuare a sfruttarne il potenziale.

Nel percorso di adattamento pesa anche la lingua inglese, che Surra sta ancora studiando. In sala stampa all’Estoril ha risposto alle domande con l’aiuto dei giornalisti italiani e, in un’occasione, di Bulega; lo spagnolo gli risulta più semplice dopo l’esperienza in una squadra iberica. Per ora, affrontare le interviste internazionali gli costa quasi più fatica che duellare in pista con Petrucci, Locatelli, Bautista e Oliveira.

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