Strade più sicure, la sfida parte dalla scuola: cosa prevede Safe Road
Le fondazioni Lorenzo Guarnieri e Claudio Ciai lanciano un programma nazionale gratuito per studenti, insegnanti ed educatori.
La prevenzione degli incidenti stradali passa anche dalla formazione. È questa la direzione scelta dalle fondazioni intitolate a Lorenzo Guarnieri e Claudio Ciai, che hanno ideato Safe Road: un programma gratuito, disponibile in tutta Italia, rivolto sia agli studenti delle scuole superiori sia agli adulti chiamati a formarli.
Il progetto propone un itinerario didattico di 30 ore per gli allievi, valido come Formazione Scuola-Lavoro, e un percorso di 40 ore destinato a docenti ed educatori, riconosciuto dal Ministero. Al centro ci sono la storia della mobilità, i comportamenti psicologici, le innovazioni tecnologiche, la ciclabilità e il rapporto tra strada e comunità.
La prevenzione comincia dai comportamenti
Le norme sulla circolazione sono note, ma conoscerle non significa necessariamente rispettarle. Il programma nasce dall’idea che il cambiamento debba riguardare anche il modo in cui ciascuno interpreta lo spazio pubblico, spesso vissuto come un luogo dove prevalgono fretta, individualismo e ricerca di scorciatoie.
Per questo Safe Road concentra l’attenzione sui ragazzi e, parallelamente, su chi lavora ogni giorno con loro. L’obiettivo è fornire strumenti per comprendere come le decisioni prese al volante, in bicicletta o a piedi possano incidere sulla sicurezza degli altri utenti.
Dalla memoria a una responsabilità comune
Le due fondazioni promotrici portano i nomi di persone colpite da tragedie stradali. La loro scelta è trasformare il ricordo e la denuncia in un percorso educativo continuativo, capace di affrontare il tema prima che si verifichino nuovi drammi.
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Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo, ha ribadito in più occasioni che «la violenza stradale non è un incidente, è un fatto sociale». Da questa impostazione deriva una visione ampia della sicurezza: progettazione delle strade, controlli e sanzioni sono importanti, ma non bastano se non cambiano anche la cultura e il senso di responsabilità di chi percorre quelle strade.
Un percorso oltre la scuola guida
I contenuti del progetto non si limitano alle regole tecniche necessarie per ottenere una patente. Si parla anche delle conseguenze delle scelte individuali, della convivenza tra automobilisti, ciclisti e pedoni e della necessità di considerare la strada come un bene condiviso.
La formazione viene così presentata come un processo da coltivare nel tempo, non come un passaggio da completare una sola volta. Coinvolgere insegnanti ed educatori significa inoltre creare figure in grado di trasferire questi temi agli studenti con continuità e consapevolezza.
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