Strade, la svolta è nel 2028: cosa cambia davvero per chi guida
La riforma riduce alcune multe, introduce nuove tutele per motociclisti e pedoni e aumenta i controlli su assicurazioni, targhe estere e mobilità urbana.
Biciclette elettriche veloci, monopattini e pedoni saranno al centro di nuove regole per la circolazione nelle città. Il progetto prevede più responsabilità per chi attraversa la strada a piedi e limiti più severi per i mezzi che possono ostacolare o mettere in pericolo gli altri utenti.
Per i cicli a propulsione, categoria nella quale rientrano anche alcune biciclette elettriche utilizzate per le consegne, arrivano casco e contrassegno identificativo obbligatori. I monopattini elettrici dovranno invece rispettare vincoli più rigidi su sosta e transito, soprattutto nelle zone dove la loro presenza può creare rischi ai pedoni.
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Più protezioni per moto e scooter
In caso di code, incidenti o rallentamenti sulle autostrade, ai motociclisti sarà consentito utilizzare la corsia di emergenza. La misura punta a disciplinare una situazione già frequente e viene affiancata dall'obbligo, per gli automobilisti fermi, di lasciare spazio al passaggio di moto e scooter.
Il progetto inserisce inoltre nel piano nazionale l'installazione delle barriere stradali con profilo progettato per ridurre i danni ai motociclisti durante una caduta. Si tratta di dispositivi di sicurezza passiva destinati alle strade interessate dagli interventi previsti.
Multe più leggere, controlli più rapidi
Per le violazioni meno gravi il nuovo impianto prevede importi inferiori: le soglie minime da 26 e 42 euro passerebbero rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre gli importi oggi fissati a 83 e 87 euro verrebbero ricondotti a 80 euro. Verrebbe anche congelato l'aggiornamento automatico biennale legato all'inflazione.
La riscossione forzata non scatterebbe per debiti complessivi, comprensivi di sanzioni e interessi, fino a 10 euro. Per la velocità, invece, gli importi sarebbero determinati con un criterio progressivo, collegato ai chilometri orari oltre il limite.
Quando la violazione viene registrata senza fermare il conducente, ad esempio tramite autovelox, tutor, telecamere delle zone a traffico limitato o sistemi per la sosta, il termine per notificare il verbale scenderebbe da 90 a 45 giorni. Resterebbe invece di 90 giorni il limite previsto per gli accertamenti contestati direttamente sul posto.
Patente digitale e meno burocrazia
La riforma elimina l'obbligo di possedere un indirizzo di posta elettronica certificata collegato al veicolo o alla patente. Il controllo dei documenti dovrebbe diventare prevalentemente digitale: gli agenti potranno verificare patente e dati di circolazione attraverso le banche dati, senza richiedere necessariamente i documenti cartacei.
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Per la patente B, il rinnovo con cadenza decennale sarebbe possibile fino ai 65 anni, mentre oggi la soglia è fissata a 50 anni. Non scatterebbero più limitazioni automatiche per chi ha superato gli 85 anni, che continuerebbe a sottoporsi ai normali accertamenti sanitari.
Anche per la guida professionale il limite verrebbe ampliato: camion e autobus potranno essere condotti fino ai 70 anni, con visite mediche ogni due anni. Le nuove disposizioni puntano dunque a distinguere l'età anagrafica dalla verifica effettiva delle condizioni psicofisiche.
Assicurazioni e targhe estere
La linea cambia completamente quando è in gioco la sicurezza collettiva o il rispetto degli obblighi assicurativi. Chi circola senza copertura per la responsabilità civile dell'auto sarebbe sottoposto a un divieto di utilizzo del veicolo senza una scadenza prefissata.
Per i mezzi con targa straniera usati in Italia per oltre 30 giorni diventerebbe necessario stipulare una polizza conforme alle regole italiane. Il testo prevede inoltre una collaborazione tra autorità di diversi Paesi per recuperare entro cinque anni le multe non saldate da conducenti non residenti.
Il calendario della riforma
Il progetto dovrà ancora passare attraverso i pareri del Consiglio di Stato, delle Camere e della Conferenza Unificata. Il Governo dovrebbe esaminarne nuovamente la versione definitiva entro la metà di marzo 2027, prima dell'approvazione conclusiva.
L'entrata in vigore generale è indicata per il 1° gennaio 2028. Fino a quella data continueranno ad applicarsi le norme attuali, mentre il testo approvato in via preliminare potrà ancora essere modificato durante il confronto istituzionale.
Il Consiglio dei Ministri ha infatti dato soltanto il primo via libera allo schema di decreto legislativo destinato a sostituire il Codice della Strada del 1992. L'iter è quindi ancora aperto e le disposizioni annunciate non producono, al momento, effetti immediati.
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