Patente a punti e multe: cosa cambia davvero dal 2028
La riforma ridisegna sanzioni, documenti digitali, velocità e controlli, ma il nuovo sistema non sarà operativo prima del 1° gennaio 2028.
La patente a punti partirà da una dotazione iniziale di 20 punti. Le infrazioni indicate dalla nuova disciplina comporteranno una decurtazione, mentre per quelle che costituiscono reato la perdita prevista sarà di 10 punti. Se più violazioni vengono commesse nello stesso momento, il taglio complessivo non potrà superare i 15 punti, fatta salva l’eventuale applicazione del divieto di guida.
Quando il saldo arriverà a zero, l’automobilista riceverà una comunicazione e dovrà affrontare un esame di idoneità tecnica. Il materiale disponibile si interrompe invece sulla parte dedicata alle modalità di recupero dei punti.
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La patente non sarà più l’unico nodo
La riforma interviene anche sui limiti anagrafici per il trasporto professionale e sull’organizzazione generale delle sanzioni. Rispetto alle bozze circolate ad agosto, non è più previsto un limite automatico alla guida per chi ha superato gli 85 anni: resteranno quindi applicabili le regole attuali fino all’entrata in vigore del nuovo testo.
Anche l’obbligo di possedere una PEC per i titolari di un veicolo o di una patente è stato eliminato. La revisione punta inoltre a ridurre il numero delle categorie sanzionatorie, che passerebbero da 82 a 21 fasce, con importi compresi tra 25 e 100 euro nella fascia più bassa e tra 10.000 e 40.000 euro in quella più elevata.
Le maggiorazioni saranno mirate ai comportamenti considerati più rischiosi. È previsto un incremento del 20% per guida in stato di ebbrezza o dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, per danni gravi alle infrastrutture stradali e per alcune violazioni legate ai veicoli eccezionali. L’aumento arriverà al 50% in caso di divieto di guida, documenti falsi o targhe mancanti e contraffatte; in determinate ipotesi, tra cui sinistri con morti o feriti gravissimi e circolazione senza assicurazione, l’importo potrà raddoppiare.
Velocità calcolata sui chilometri
Il nuovo schema lega in modo più diretto la sanzione all’entità dello sforamento. In linea generale, ogni chilometro orario oltre il limite varrà 10 euro; sulle strade con soglie più basse, come quelle fissate a 50 o 30 km/h, il parametro indicato scende a 5 euro.
Con un limite superato di 11 km/h, l’esempio riportato porta a una multa di 110 euro; con 40 km/h in più, l’importo sarebbe di 400 euro. In città, con limite a 50 km/h, una velocità di 61 km/h comporterebbe 55 euro, mentre a 90 km/h la sanzione indicata sarebbe di 200 euro.
Restano fissati i principali valori massimi: 150 km/h sulle autostrade a tre corsie più quella di emergenza, ma soltanto dove siano presenti strumenti per il calcolo della velocità media e il gestore abbia innalzato il limite; 130 km/h sulle altre autostrade, 110 sulle extraurbane principali e 90 sulle secondarie e locali. In caso di pioggia o altre precipitazioni, i limiti scenderebbero rispettivamente a 110 e 90 km/h su autostrade ed extraurbane principali.
Documenti e multe passano online
Patente e carta di circolazione non dovranno più essere necessariamente portate in formato cartaceo. I dati resteranno certificati nelle banche dati nazionali e, durante un controllo, gli operatori potranno verificarli collegandosi agli archivi telematici.
Anche i verbali potranno essere compilati interamente in formato digitale e messi subito a disposizione del destinatario attraverso piattaforme informatiche. La notifica avrà come canale prioritario il Servizio delle Notifiche Digitali della Pubblica Amministrazione, presso il domicilio digitale; la consegna tradizionale all’indirizzo di residenza scatterà quando tale recapito non sarà disponibile.
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Per le violazioni rilevate a distanza, come quelle attraverso autovelox, il termine per inviare il verbale senza contestazione immediata sarà ridotto a 45 giorni dagli attuali 90. Le amministrazioni dovranno utilizzare la piattaforma SEND oppure la PEC.
La riforma rafforza inoltre i compiti degli ausiliari della polizia stradale. Dopo un’abilitazione specifica, potranno contribuire alla gestione del traffico agli incroci, anche privi di semaforo, intervenire nei casi di congestione e rilevare o segnalare incidenti con soli danni materiali, purché avvenuti su strade diverse da autostrade ed extraurbane principali.
Il calendario resta ancora lungo
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre 2026 soltanto lo schema di decreto legislativo. L’esame parlamentare inizierà il 14 ottobre 2026 e il provvedimento definitivo è atteso entro metà marzo 2027, dopo i passaggi previsti dalla delega.
La sostituzione del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 discende dalla legge 25 novembre 2024, n. 177, articolo 35. L’effettiva applicazione è fissata al 1° gennaio 2028: fino a quella data continueranno a valere le norme attuali, comprese quelle sull’uso dello smartphone e sulla protezione dei pedoni.
Tra gli obiettivi dichiarati figurano la digitalizzazione di documenti e notifiche, una maggiore protezione degli utenti vulnerabili, la disciplina delle nuove forme di mobilità e della guida automatizzata e il riassetto delle sanzioni.
Riscossione e assicurazioni cambiano registro
Chi circolerà senza assicurazione potrà subire un divieto di marcia anche a tempo indeterminato. Per gli stranieri che utilizzano un veicolo in Italia per oltre 30 giorni sarà invece necessario rispettare gli obblighi assicurativi previsti dalle regole italiane; il nuovo impianto prevede anche strumenti per recuperare le somme non pagate.
La riscossione coattiva non verrà avviata per importi inferiori a 10 euro e dovrà essere preceduta da un avviso bonario. Le persone in difficoltà economica potranno chiedere la rateizzazione quando la somma riferita allo stesso verbale supererà 200 euro.
Il ricorso dovrà essere trasmesso sia al prefetto sia al comando che ha accertato l’infrazione. Quanto agli incassi, le somme andranno all’ente da cui dipende l’organo accertatore; per gli enti locali, soltanto il 50% sarà vincolato alla sicurezza stradale.
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