Smart #2, la piccola elettrica torna: cosa cambia e quanto costa
La nuova due riporta al centro la formula compatta di Smart: 500 ordini in 48 ore, tre versioni iniziali e una gamma destinata ad ampliarsi.
Per anni nessun costruttore ha replicato davvero la formula della fortwo, e proprio questa unicità ha contribuito a creare una comunità di appassionati molto riconoscibile. Secondo Massimiliano Carli, amministratore delegato di smart Italia, la nuova #2 conserva quella capacità di distinguersi, ma con un’autonomia che consente anche viaggi più lunghi: da Roma all’Argentario, per esempio, o un fine settimana fuori città. «Non abbiamo mai voluto essere ricchi, ma diversi», ha ricordato parlando del rapporto tra il marchio e i suoi clienti.
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Una famiglia Smart più riconoscibile
L’arrivo della compatta serve anche a ricomporre l’identità della gamma. I modelli più grandi, secondo Carli, avevano finora faticato a essere percepiti come parte di una stessa famiglia; la #2 potrebbe diventare il riferimento attorno al quale riunire l’intera offerta, come era già accaduto con la forfour.
L’azienda sta valutando altri sviluppi. Una possibile erede della forfour, indicata informalmente come #4, allargherebbe ulteriormente la proposta, mentre una nuova #3 più sportiva dovrebbe valorizzare l’impronta da coupé. Il dirigente ammette però che l’attuale modello si vede ancora poco sulle strade e avrebbe bisogno di una comunicazione rinnovata. La rapidità del progetto è un altro elemento sottolineato da Smart: tra l’ideazione della #2 e la sua realizzazione sono trascorsi 24 mesi.
La nuova due conquista Parigi
L’accoglienza riservata alla vettura durante la presentazione parigina è stata molto ampia, con una forte presenza di giornalisti e pubblico. Il costruttore ha scelto di non rompere con il passato: le proporzioni restano immediatamente riconoscibili, mentre le superfici diventano più morbide e mature, con il contributo stilistico di Mercedes-Benz.
Sotto la carrozzeria c’è una piattaforma elettrica che permette di raggiungere circa 290 km di autonomia omologata, quasi il triplo rispetto al modello precedente. L’attesa si è tradotta rapidamente in ordini: nelle prime 48 ore sono state raccolte 500 richieste, un risultato che Carli ha definito superiore alle aspettative, pur confermando la soddisfazione per un avvio considerato in linea con il potenziale del prodotto.
Prezzi e versioni già definite
La gamma iniziale prevede una versione d’accesso da 19.990 euro, IVA compresa, con una dotazione già ricca. Il livello Plus Premium si colloca intorno ai 24.500 euro, mentre la Gold Edition, prodotta in soli 1.000 esemplari, arriva a circa 25.500 euro e sta registrando una domanda particolarmente elevata.
Nei prossimi mesi è prevista anche la Brabus, con consegne programmate insieme ai primi ordini tra giugno e luglio. Il prezzo non è ancora stato stabilito; la versione avrà un pacco batterie da 36 kWh e potrà passare dal 0 all’80% di ricarica in circa 20 minuti utilizzando la corrente continua. La cabrio, invece, sarà mostrata al Salone di Monaco nel 2027 e arriverà successivamente sul mercato.
Più spazio e comfort a bordo
La continuità con la fortwo non riguarda soltanto l’aspetto esterno. La nuova #2 mantiene una sterzata corta e un’impostazione pensata per la città, ma offre un ambiente interno più curato, con livelli di comfort che Carli avvicina a quelli dei modelli Mercedes-Benz di segmento superiore.
Il cambio trasferito sul volante libera la parte centrale dell’abitacolo e rende più semplice spostarsi da un sedile all’altro, soprattutto quando si parcheggia in spazi difficili o con modalità poco convenzionali. Un bracciolo centrale può fungere da divisorio e incorpora un vano portaoggetti; navigatore e CarPlay sono inclusi già nella versione base.
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Il ritorno passa dagli appassionati
La strategia commerciale parte dai possessori delle Smart già in circolazione. In Italia il parco conta circa 600.000 vetture, con 200.000 unità concentrate nella sola Roma: per questo la prima comunicazione è stata rivolta soprattutto ai clienti storici, considerati i destinatari naturali del ritorno della piccola due posti.
Il progetto sviluppato con superhumans accompagna gli interessati verso gli showroom e prevede anche un cofanetto di benvenuto. Al suo interno ci sono una carta con 500 euro di ricarica gratuita e una targhetta identificativa per l’abitacolo. La campagna coinvolge Roma, Milano, Napoli, Firenze, Genova, Bari e Palermo; a dicembre è previsto un tour con la vettura, mentre le prime auto destinate alle esposizioni arriveranno a marzo.
Prezzi più accessibili per crescere
Smart vuole utilizzare l’attenzione generata dalla #2 anche per sostenere gli altri modelli. Carli considera la gamma già esistente valida e competitiva, ma riconosce che in passato i prezzi e la disponibilità di risorse per la comunicazione ne hanno limitato la visibilità. Ora una politica di sconti differente dovrebbe rendere le vetture più raggiungibili.
L’obiettivo non è replicare i volumi storici della fortwo, perché si tratta di categorie diverse. L’aumento delle visite nelle concessionarie, però, potrebbe favorire anche gli altri modelli: secondo il dirigente, la loro qualità diventa evidente soprattutto dopo una prova su strada. L’arrivo della #2 dovrebbe inoltre permettere di destinare più fondi alla promozione nel prossimo anno.
Il nodo dell’elettrico italiano
Il mercato italiano resta più lento rispetto al resto d’Europa. La quota delle auto elettriche nel Paese è indicata al 7-8%, contro una media europea del 28-29%, un divario che pesa sulle prospettive commerciali di Smart.
L’azienda punta quindi sulla combinazione tra maggiore affluenza, prezzi meno distanti dalle aspettative e una vettura più adatta alla mobilità quotidiana. Carli segnala inoltre che Smart raggiunge il 35% del mercato europeo secondo alcuni indicatori interni e considera questo dato un sostegno alla strategia di espansione.
Ibrida ancora lontana
Sul possibile arrivo di una versione ibrida, al momento non emergono aperture concrete né per l’Italia né per il resto d’Europa. L’azienda italiana ha invece esercitato pressioni per ottenere la commercializzazione della #2 e per modificare alcune indicazioni centrali relative alla comunicazione del prodotto.
Il mercato italiano, forte soprattutto dell’esperienza maturata a Roma, rivendica un peso nelle decisioni del marchio. Una maggiore autonomia rispetto alla fabbrica dipenderà però dai risultati di vendita; sull’ibrido, per ora, Carli considera lo scenario difficile, pur lasciando aperta la possibilità di un cambiamento futuro.
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