4.000Lettori online ora
Motori 4 min di lettura1 ora fa

Sepang, Verstappen davanti ma la gara può cambiare tutto

La Red Bull domina gli allunghi, la Ferrari brilla nelle curve: degrado e strategie potrebbero però riscrivere gli equilibri visti in qualifica.

La prima posizione di Max Verstappen non basta a indicare un copione già scritto per la gara di Sepang. Il degrado degli pneumatici è molto elevato, le due soste appaiono quasi inevitabili e i piloti delle prime file hanno a disposizione diverse combinazioni di mescole. Lewis Hamilton potrebbe attaccare fin dalla partenza, mentre il rendimento di Red Bull, Ferrari, Mercedes e McLaren rischia di cambiare sensibilmente con l’aumentare della durata dei tratti di gara.


McLaren cerca risposte sul passo gara

Sul giro secco, McLaren è sembrata in difficoltà in modo piuttosto uniforme. La vettura non ha mostrato un punto di forza evidente e ha accumulato ritardo praticamente a ogni frenata, con una progressione del distacco simile a una serie di gradini.

Il dato lascia pensare a un limite generale nella fase d’ingresso in curva, più che a un problema circoscritto a una singola parte del circuito. Il nuovo pacchetto tecnico, già problematico a Baku, continua quindi a creare interrogativi alla squadra di Woking. Il rendimento sulle percorrenze più lunghe, tuttavia, era apparso decisamente più incoraggiante nei giorni precedenti e potrebbe ridimensionare il deficit visto in qualifica.


Sepang premia l’efficienza aerodinamica

Il tracciato malese ha fornito indicazioni particolarmente leggibili sulle caratteristiche delle monoposto. L’asfalto vecchio e poco aderente, insieme a temperature vicine ai 60 °C, ha reso complesso mantenere gli pneumatici nella corretta finestra di funzionamento, accentuando gli scivolamenti e mettendo alla prova il bilanciamento delle vetture.

In questo scenario, la Red Bull ha costruito il proprio vantaggio limitando il distacco nelle curve e guadagnando moltissimo sui rettilinei. Verstappen è risultato più lento di Hamilton in quasi ogni curva, dal primo tratto affrontato a circa 80 km/h fino alle sezioni più rapide, intorno ai 250 km/h, ma ha recuperato frazioni decisive negli allunghi. La bassa resistenza all’avanzamento della RB22, abbinata al motore Red Bull Ford e a un consumo contenuto di energia, rappresenta un’arma preziosa nell’attuale regolamento.


Ferrari veloce in curva, Hamilton perfetto

La SF-26 è stata invece la monoposto più efficace nelle curve lente e veloci, grazie alla grande quantità di carico aerodinamico disponibile. Questa caratteristica può essere adattata alle esigenze dei piloti e alle condizioni della pista, ma comporta un prezzo: più resistenza all’avanzamento e un ritardo marcato del motore Ferrari rispetto ai rivali.

Hamilton ha trasformato il potenziale della vettura in una prestazione di grande livello, conquistando la prima fila con quello che potrebbe essere il suo miglior giro da quando corre per Maranello. Il britannico ha gestito bene gli pneumatici, ha interpretato con precisione le traiettorie e nel settore centrale ha inflitto circa quattro decimi a Charles Leclerc. La sua velocità nelle curve rapide gli ha permesso di sfruttare più energia, sacrificando qualcosa sul rettilineo conclusivo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Leclerc paga il retrotreno instabile

Il monegasco ha cercato un comportamento ancora più incisivo dell’avantreno, aumentando l’aggressività dell’assetto e l’incidenza dell’ala anteriore. La scelta ha inizialmente assecondato le buone sensazioni offerte dalla Ferrari, ma con il procedere del giro Leclerc ha perso sicurezza al posteriore.

Il risultato è stato un progressivo surriscaldamento delle gomme posteriori. In gara la situazione potrebbe cambiare, soprattutto se il carico termico si distribuirà maggiormente sull’avantreno: in quel caso, l’impostazione scelta dal pilota Ferrari potrebbe rivelarsi più efficace sulle percorrenze lunghe.


Mercedes ancora senza compromesso

Gli aggiornamenti hanno aumentato il carico della W17 e migliorato il rendimento nelle curve veloci, ma hanno anche spostato ulteriormente il centro di pressione verso il retrotreno. L’avantreno è così diventato troppo debole nei tratti lenti, salvo ricorrere a regolazioni molto estreme, mentre il maggiore carico ha incrementato anche la resistenza e complicato la gestione dell’energia.

Gli ingegneri di Brackley hanno provato a modificare l’utilizzo della potenza già nella seconda parte della sessione, rinunciando a una quota di energia nel primo settore per conservarla nei successivi. Da metà della seconda fase delle qualifiche, però, né Andrea Kimi Antonelli né George Russell sono riusciti a migliorarsi nel primo settore. Antonelli resta un candidato credibile per la gara, ma Mercedes dovrà trovare rapidamente un equilibrio più efficace intorno al nuovo pacchetto.


Red Bull ritrova sicurezza

Il terzo posto di Isack Hadjar, insieme alla pole di Verstappen, conferma la competitività della Red Bull sul giro singolo. Gli sviluppi recenti sembrano aver restituito alla RB22 un comportamento più lineare e prevedibile: non è la migliore in ogni curva, ma consente ai piloti di anticipare più facilmente le reazioni della monoposto e di ridurre gli errori.

Verstappen dovrà ora trasformare questo vantaggio in gestione della gara. La vettura perde poco nelle curve, accelera con grande efficacia e preserva un margine importante sugli allunghi; resta però da verificare come questa efficienza si comporterà quando il degrado degli pneumatici e le diverse strategie entreranno davvero in gioco.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere