Sepang, il bivio delle gomme: Ferrari e Red Bull scelgono il rischio
Il degrado termico potrebbe rendere decisiva la gestione degli pneumatici, con due soste in pole e una strategia più aggressiva già sul tavolo
A Sepang il comportamento dei piloti nei primi giri potrebbe pesare quanto la scelta degli pneumatici. Con temperature dell’asfalto elevate, chi riuscirà a evitare un avvio troppo aggressivo potrà preservare meglio le gomme e arrivare più competitivo nella parte finale della gara.
Simone Berra, ingegnere capo di Pirelli, ha spiegato che una partenza graduale sarà fondamentale: «Non stressare termicamente le gomme all’inizio di un turno permette di mantenere le temperature sotto controllo». Al contrario, il pattinamento aumenta il calore, riduce l’aderenza e alimenta un meccanismo difficile da interrompere.
La gomma dura resta il riferimento
La mescola C2, quella più resistente tra le tre disponibili, appare la soluzione più solida per affrontare il Gran Premio. Ferrari e Red Bull, però, non hanno conservato due treni nuovi di gomme dure per domenica, preferendo puntare su una distribuzione più orientata verso le mescole morbide.
Berra ha ricordato che la scelta può variare in base alla vettura e alla capacità di ciascuna squadra di controllare le temperature. Ferrari e Red Bull, secondo Pirelli, hanno mostrato più volte di saper sfruttare bene gli pneumatici più teneri: per loro, dunque, la rinuncia a una seconda gomma dura potrebbe trasformarsi in una scommessa remunerativa.
Anche la dotazione disponibile conferma strategie differenti. Mercedes, McLaren e Hadjar avranno due treni nuovi di dure, uno nuovo di medie e tre treni di morbide già utilizzati. Leclerc disporrà invece di due morbide e una dura nuove, mentre Hamilton avrà una morbida, una media e due dure mai impiegate. Verstappen partirà con un solo treno nuovo per ciascuna mescola.
Due soste, ma il piano può cambiare
Le simulazioni indicano nella doppia sosta l’ipotesi più probabile. Le combinazioni considerate più efficaci prevedono media-dura-dura oppure morbida-dura-dura, con una differenza contenuta tra le due alternative nella prima parte della corsa.
La mescola morbida dovrebbe offrire più aderenza allo spegnimento dei semafori e potrebbe aiutare a guadagnare posizioni. Il primo tratto verso curva 1 è lungo, mentre la pista è ampia e consente diversi tentativi di sorpasso. Nei carichi elevati di carburante, inoltre, morbida e media hanno mostrato un rendimento abbastanza vicino.
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Le finestre previste per i cambi sono comprese tra il 10° e il 17° giro per la prima sosta e tra il 32° e il 38° per la seconda. Resta possibile anche utilizzare tutte e tre le mescole: media all’inizio, dura nella fase centrale e morbida nel finale. Questa soluzione sembra particolarmente adatta a Leclerc, che non può costruire una gara con due turni sulla morbida o due sulla dura.
Verstappen apre il capitolo tre soste
Il forte deterioramento termico mantiene in gioco anche una gara con tre passaggi ai box. Nei calcoli Pirelli, il piano più rapido prevede la partenza con la morbida, due frazioni con la dura e la chiusura sulla media.
Una sosta aggiuntiva aumenterebbe però le possibilità di adattamento. Accorciando i turni si potrebbe insistere sulle mescole media e morbida per spingere più a lungo, oppure scegliere la dura per reagire a una neutralizzazione o a un cambiamento delle condizioni. In questo modo una strategia inizialmente pensata per tre soste potrebbe diventare una gara da due, e viceversa.
L’impiego di un treno già usato non sarebbe necessariamente penalizzante: il rendimento può essere inferiore nei primi due giri, ma in seguito la gomma può garantire una durata simile a quella nuova. Pirelli considera comunque più importante avere pneumatici freschi al via, visto il calo di prestazione osservato tra un tentativo e l’altro in qualifica.
Il quadro è reso ancora più incerto dal risultato delle prove ufficiali. Verstappen ha conquistato la prima posizione in qualifica della stagione, ma a Sepang il vantaggio ottenuto al sabato potrebbe contare meno del ritmo sulla distanza e della capacità di limitare il degrado. Ferrari, Red Bull, Mercedes e McLaren hanno preparato la gara con scelte diverse: la risposta arriverà soprattutto dalla gestione delle gomme.
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