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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Carburanti, il tetto supera metà della rete: nasce la sfida dei piccoli

OK Energie propone un consorzio senza nuovo marchio, mentre il limite ai prezzi coinvolge oltre 10mila distributori in Italia.

«Non chiediamo a nessuno di aderire oggi a qualcosa che ancora non esiste: chiediamo agli imprenditori del settore di sederci intorno a un tavolo e capire se possiamo costruirlo insieme». Con queste parole Francesco Bagnato, direttore generale di OK Energie, presenta la fase iniziale del progetto rivolto ai gestori indipendenti dei carburanti.


Un’alleanza senza rinunciare all’identità

L’iniziativa è stata lanciata da OK Energie, operatore indipendente di Francavilla al Mare, nel Chietino. L’idea è riunire proprietari di impianti, retisti autonomi e piccole o medie reti all’interno di un consorzio aperto, così da unire i quantitativi acquistati e ottenere condizioni più vantaggiose.

La proposta non comporterebbe la nascita di un’insegna comune. Ogni impresa conserverebbe nome, gestione e libertà decisionale, mentre la struttura condivisa servirebbe a trattare con compagnie petrolifere, operatori commerciali e aziende della logistica. «Non vogliamo mettere un’altra bandiera sulle pompe. Vogliamo mettere insieme la forza che oggi è dispersa tra tanti imprenditori indipendenti», ha spiegato Bagnato.


Dagli acquisti ai servizi condivisi

Il primo terreno di collaborazione sarebbe la fornitura di carburante, con l’obiettivo di aumentare il peso negoziale dei singoli operatori. In seguito, il consorzio potrebbe occuparsi anche di depositi, trasporto, energia, costi dei pagamenti elettronici, coperture assicurative, strumenti tecnologici, manutenzione e servizi finanziari.

Durante la progettazione, OK Energie sarà affiancata dagli avvocati Paolo Patrizio e Barbara Rapino, incaricati di definire l’assetto giuridico e organizzativo. Il percorso prevede inizialmente una raccolta non vincolante delle manifestazioni di interesse e il coinvolgimento di Confcommercio e delle altre associazioni di categoria, con l’eventuale avvio di una prima aggregazione su base territoriale.

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Il tetto dei prezzi supera il 50%

Nel frattempo, sul fronte dei carburanti, il limite fissato per i prezzi risulta applicato da 10.413 impianti per la benzina e da 10.519 per il gasolio. I dati, comunicati all’Osservatorio prezzi carburanti e aggiornati alle ore 8.00 di sabato 3 ottobre, riguardano rispettivamente 20.141 e 20.147 distributori.

La soglia resta quindi sotto i 2 euro al litro per la benzina nel 51,7% degli impianti e sotto i 2,20 euro per il gasolio nel 52,2% della rete monitorata. Il prezzo medio stradale è sceso a 2,052 euro al litro per la benzina e a 2,247 euro per il gasolio.


Urso: adesione oltre le attese

Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la risposta degli operatori è stata più ampia delle previsioni. «In pochi giorni il price cap ha superato la metà della rete nazionale», ha commentato, definendo il risultato una conferma del modello di responsabilità sociale, potenzialmente replicabile anche in Europa.

Il meccanismo era stato introdotto inizialmente da Eni dopo l’appello del Governo. In seguito hanno aderito anche IP-Socar, Q8 e Tamoil, favorendo una diffusione più rapida del limite presso i distributori nazionali.

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