Carburanti, il tetto supera metà della rete: nasce la sfida dei piccoli
OK Energie propone un consorzio senza nuovo marchio, mentre il limite ai prezzi coinvolge oltre 10mila distributori in Italia.
«Non chiediamo a nessuno di aderire oggi a qualcosa che ancora non esiste: chiediamo agli imprenditori del settore di sederci intorno a un tavolo e capire se possiamo costruirlo insieme». Con queste parole Francesco Bagnato, direttore generale di OK Energie, presenta la fase iniziale del progetto rivolto ai gestori indipendenti dei carburanti.
Un’alleanza senza rinunciare all’identità
L’iniziativa è stata lanciata da OK Energie, operatore indipendente di Francavilla al Mare, nel Chietino. L’idea è riunire proprietari di impianti, retisti autonomi e piccole o medie reti all’interno di un consorzio aperto, così da unire i quantitativi acquistati e ottenere condizioni più vantaggiose.
La proposta non comporterebbe la nascita di un’insegna comune. Ogni impresa conserverebbe nome, gestione e libertà decisionale, mentre la struttura condivisa servirebbe a trattare con compagnie petrolifere, operatori commerciali e aziende della logistica. «Non vogliamo mettere un’altra bandiera sulle pompe. Vogliamo mettere insieme la forza che oggi è dispersa tra tanti imprenditori indipendenti», ha spiegato Bagnato.
Dagli acquisti ai servizi condivisi
Il primo terreno di collaborazione sarebbe la fornitura di carburante, con l’obiettivo di aumentare il peso negoziale dei singoli operatori. In seguito, il consorzio potrebbe occuparsi anche di depositi, trasporto, energia, costi dei pagamenti elettronici, coperture assicurative, strumenti tecnologici, manutenzione e servizi finanziari.
Durante la progettazione, OK Energie sarà affiancata dagli avvocati Paolo Patrizio e Barbara Rapino, incaricati di definire l’assetto giuridico e organizzativo. Il percorso prevede inizialmente una raccolta non vincolante delle manifestazioni di interesse e il coinvolgimento di Confcommercio e delle altre associazioni di categoria, con l’eventuale avvio di una prima aggregazione su base territoriale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il tetto dei prezzi supera il 50%
Nel frattempo, sul fronte dei carburanti, il limite fissato per i prezzi risulta applicato da 10.413 impianti per la benzina e da 10.519 per il gasolio. I dati, comunicati all’Osservatorio prezzi carburanti e aggiornati alle ore 8.00 di sabato 3 ottobre, riguardano rispettivamente 20.141 e 20.147 distributori.
La soglia resta quindi sotto i 2 euro al litro per la benzina nel 51,7% degli impianti e sotto i 2,20 euro per il gasolio nel 52,2% della rete monitorata. Il prezzo medio stradale è sceso a 2,052 euro al litro per la benzina e a 2,247 euro per il gasolio.
Urso: adesione oltre le attese
Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la risposta degli operatori è stata più ampia delle previsioni. «In pochi giorni il price cap ha superato la metà della rete nazionale», ha commentato, definendo il risultato una conferma del modello di responsabilità sociale, potenzialmente replicabile anche in Europa.
Il meccanismo era stato introdotto inizialmente da Eni dopo l’appello del Governo. In seguito hanno aderito anche IP-Socar, Q8 e Tamoil, favorendo una diffusione più rapida del limite presso i distributori nazionali.
Continua a leggere
Pescara si tinge di rosa: 400 Harley-Davidson in parata
La sesta edizione del Ladies International Run ha portato in città circa 900 partecipanti da Italia ed Europa, tra musica, monumenti illuminati e una lunga sfilata motociclistica.
Solberg comanda in Sardegna, Evans resiste: titolo in bilico
Lo svedese conquista la vetta del rally, ma il ritiro di Neuville e le forature di Fourmaux rilanciano il gallese nella corsa al mondiale
Sepang, il bivio delle gomme: Ferrari e Red Bull scelgono il rischio
Il degrado termico potrebbe rendere decisiva la gestione degli pneumatici, con due soste in pole e una strategia più aggressiva già sul tavolo
Sepang, la pole può ingannare: Ferrari e Red Bull sfidano Mercedes sulle gomme
Il degrado termico ridisegna i piani del Gran Premio di Malesia: due soste restano l’opzione principale, ma anche la gara a tre pit-stop può diventare decisiva.