Sepang, la pole può ingannare: Ferrari e Red Bull sfidano Mercedes sulle gomme
Il degrado termico ridisegna i piani del Gran Premio di Malesia: due soste restano l’opzione principale, ma anche la gara a tre pit-stop può diventare decisiva.
A Sepang la pole position conquistata da Max Verstappen potrebbe valere meno del previsto. Il fattore decisivo del Gran Premio di Malesia sarà infatti la capacità di preservare gli pneumatici in una gara segnata dal forte degrado termico, con Ferrari e Red Bull orientate verso scelte più aggressive rispetto a Mercedes e McLaren.
Il degrado apre più scenari
Le simulazioni effettuate durante le prove libere indicano nella gara a due soste la soluzione più probabile. Tuttavia, Pirelli considera concreta anche l’ipotesi di tre fermate ai box, vista la rapidità con cui le gomme tendono a perdere prestazione sul tracciato malese.
Simone Berra, ingegnere capo di Pirelli, ha indicato il Gran Premio di Barcellona come precedente utile per interpretare la situazione: in quell’occasione il livello di usura era comparabile e Lewis Hamilton riuscì a imporsi utilizzando tre soste. Per questo, secondo il tecnico, non si può escludere una gara più movimentata del previsto.
Le finestre previste per i cambiamenti degli pneumatici sono relativamente ravvicinate. Il primo passaggio in pit lane dovrebbe avvenire tra il 10° e il 17° giro, mentre il secondo è atteso tra il 32° e il 38°. In caso di neutralizzazioni o condizioni differenti, le squadre potranno comunque modificare rapidamente i propri piani.
Ferrari e Red Bull scelgono il rischio
La dotazione di gomme nuove conferma strategie differenti tra i principali protagonisti. I piloti Mercedes, McLaren e Isack Hadjar avranno due treni nuovi di gomme dure e uno di medie, oltre a tre set di morbide già utilizzate. In casa Ferrari, Charles Leclerc disporrà di due set nuovi di morbide e uno di dure, mentre Lewis Hamilton avrà una morbida, una media e due dure nuove.
Verstappen, invece, potrà contare su un treno nuovo per ciascuna mescola: dura, media e morbida. La Red Bull e la Ferrari non hanno quindi conservato due set nuovi di gomme dure, nonostante la mescola C2 sia considerata da Pirelli la più adatta a sostenere la distanza di gara.
La scelta può essere legata al comportamento delle rispettive vetture. Berra ha spiegato che alcune squadre riescono a controllare meglio le temperature con gli pneumatici più morbidi e che Ferrari e Red Bull, nel corso della stagione, hanno mostrato una buona capacità di sfruttarli. Per Leclerc, inoltre, resta possibile una sequenza con media, dura e morbida, così da impiegare tutte e tre le mescole disponibili.
Due o tre soste: il confronto
In una gara senza imprevisti, le combinazioni ritenute più competitive sono media-dura-dura e morbida-dura-dura. La differenza tra partire con la mescola media o con quella morbida non appare significativa sul piano della durata: la gomma più tenera può però garantire maggiore aderenza nei primi metri e aiutare a guadagnare posizioni.
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La prima curva è abbastanza lontana dal traguardo, la carreggiata è ampia e i sorpassi sono possibili. Per questo un pilota potrebbe preferire la morbida all’avvio, accettando un potenziale consumo maggiore per sfruttare il vantaggio di grip nella fase iniziale.
La strategia a tre soste non è molto distante dalle due fermate in termini di rendimento teorico. La sequenza più rapida individuata da Pirelli prevede partenza con le morbide, due stint con le dure e conclusione con le medie. Riducendo la lunghezza dei tratti di gara, si potrebbe anche puntare maggiormente su medie e morbide, mentre la dura offrirebbe maggiore elasticità per reagire a una situazione di gara inattesa.
L’impiego di un set già usato non sarebbe necessariamente penalizzante. La gomma potrebbe risultare meno efficace nei primi due giri, ma successivamente consentirebbe comunque di completare uno stint competitivo. Secondo Berra, il momento in cui conta di più avere pneumatici freschi è la partenza, quando il picco di aderenza può incidere anche sulla posizione in pista.
La gestione decide tutto
Con temperature dell’asfalto elevate, il comportamento del pilota sarà importante quanto il calcolo degli ingegneri. Un avvio troppo aggressivo può surriscaldare rapidamente la superficie dello pneumatico e innescare una perdita progressiva di prestazione.
Berra ha definito fondamentale la cosiddetta introduzione gentile: nei primi giri di ogni stint occorre evitare di forzare oltre il limite, così da contenere lo scivolamento e mantenere sotto controllo le temperature. Quando la vettura scivola, infatti, genera ulteriore calore, perde aderenza e tende a scivolare ancora di più.
La gomma dura resta la scelta più solida sulla lunga distanza, ma il suo rendimento dipenderà dalla configurazione delle monoposto e dalla capacità di ogni squadra di gestire gli pneumatici. A Sepang, dunque, la posizione ottenuta in qualifica potrebbe essere soltanto il punto di partenza: la vera differenza emergerà nel modo in cui Ferrari, Red Bull, Mercedes e McLaren riusciranno a far durare le proprie gomme.
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