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Motori 2 min di lettura2 ore fa

Sepang ci riprova: la Malesia pensa al ritorno stabile in F1

Il dato che ha riacceso l’interesse è quello degli spettatori: circa 100.000 biglietti venduti in Malesia nell’ultimo fine settimana di gara.

Il dato che ha riacceso l’interesse è quello degli spettatori: circa 100.000 biglietti venduti in Malesia nell’ultimo fine settimana di gara. Un risultato che ha spinto le istituzioni a valutare un nuovo futuro per Sepang, anche se resta da capire se la domanda sarebbe altrettanto forte in condizioni ordinarie.

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Il governo studia un ritorno a rotazione

L’ipotesi è stata illustrata dal ministro della Gioventù e dello Sport Mohammed Taufiq Johari durante un’audizione parlamentare. Il progetto non prevede necessariamente una presenza annuale: la Malesia potrebbe ospitare il Gran Premio a intervalli regolari, condividendo il calendario con un altro Paese.

Il modello preso in considerazione è quello già adottato da Spa-Francorchamps e Barcellona. «Esiste una proposta per disputare una gara in Malesia ogni pochi anni, insieme a un altro Paese. Siamo però ancora nella fase iniziale dei colloqui», ha spiegato Johari, secondo quanto riferito dall’agenzia malese Bernama.


Sepang deve dimostrare di reggere

La crescita del pubblico è particolarmente significativa se confrontata con il 2017. In quell’occasione il circuito aveva venduto appena 30.000 biglietti per le tribune, un risultato che aveva contribuito alla decisione di interrompere il sostegno economico al contratto con la Formula 1 e di concentrare le risorse sulla MotoGP.

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Il ritorno più recente, invece, è avvenuto in circostanze eccezionali. Sepang è stato reinserito nel programma per sostituire il Bahrain, impossibilitato a organizzare la propria prova sul circuito di Sakhir a causa della guerra nel Golfo Persico. L’interesse generato dalla novità potrebbe quindi non ripetersi quando l’evento sarà nuovamente programmato con largo anticipo.


Costi condivisi e una domanda aperta

L’alternanza permetterebbe alla Malesia di contenere l’investimento necessario per rientrare stabilmente nel campionato. La condivisione delle spese con altri organizzatori renderebbe infatti più sostenibile la partecipazione di Sepang al calendario internazionale.

Rimane tuttavia il dubbio sulla capacità del circuito di mantenere quei livelli di pubblico senza l’effetto sorpresa e senza condizioni economiche particolarmente favorevoli, legate anche al contributo del Bahrain. La Formula 1 vive oggi una fase di forte espansione commerciale, con tribune spesso esaurite e numerosi Paesi interessati a ospitare una gara: il prossimo passo sarà capire se Sepang potrà trasformare il successo occasionale del 2026 in una candidatura duratura.

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