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Motori 2 min di lettura1 ora fa

Sardegna, tre pilota oltre il limite: il fuoristrada cambia volto

Anita Zardo, Debora Versari e Chiara Rosichetti hanno completato una gara selettiva sull’isola, trasformando l’esperienza in una prova di crescita tecnica e personale.

Anita Zardo ha scelto di alzare il ritmo proprio nell’ultima giornata, inserendosi nel gruppo delle concorrenti più veloci dopo aver mostrato particolare efficacia sui dislivelli sardi. Debora Versari e Chiara Rosichetti hanno invece mantenuto un’andatura costante, arrivando al traguardo con maggiore sicurezza nella guida su terreni impegnativi.

Il risultato ha dato concretezza al percorso compiuto dalle tre motocicliste, che hanno affrontato una competizione vera e non una semplice esperienza dimostrativa. Al termine della prova, l’entusiasmo è rimasto intatto: l’avventura ha rafforzato la convinzione di poter occupare da protagoniste uno spazio ancora percepito come prevalentemente maschile.

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Una crescita costruita chilometro dopo chilometro

Il progetto Dal Tacco al Tassello, sostenuto da Honda Motor Europe-Italia, FMI, Metzeler, GIVI e Motor Bike Expo, ha accompagnato le partecipanti verso una dimensione agonistica di rilievo nazionale. L’obiettivo era avvicinare motocicliste appassionate alle difficoltà concrete della guida su sterrato, fino a renderle autonome nella gestione della moto.

Le tre protagoniste hanno chiuso la gara con poche cadute e un controllo sempre più preciso del mezzo. La trasformazione è stata evidente soprattutto nei momenti in cui il fondo diventava sconnesso o poco leggibile, quando tecnica, concentrazione e fiducia dovevano procedere insieme.


La Sardegna non ha fatto sconti

Lo Swank Rally di Sardegna 2026 ha proposto una successione di condizioni molto diverse: pietraie compatte, sabbia vicino alla costa, passaggi lastricati da rocce mobili, rampe ripide e discese che imponevano delicatezza su frizione e freni. La navigazione a tappe ha aggiunto un ulteriore livello di difficoltà alla gestione della gara.

In quei frangenti, il gruppo ha fatto la differenza. Le pilote si sono aiutate nella consultazione del libro di navigazione e nell’interpretazione delle tracce, affrontando insieme i tratti più complicati e limitando il rischio di errori lungo il percorso.

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Zocchi, il riferimento tecnico

A guidare la preparazione è stato Renato Zocchi, esperto di grandi raid internazionali. Il suo lavoro si è concentrato sulla posizione in piedi, sulla distribuzione dei pesi e sulla capacità di leggere in anticipo le caratteristiche del terreno.

L’insegnamento ha riguardato anche la tenuta mentale, indispensabile quando la fatica cresce e gli ostacoli si susseguono senza pause. La progressione delle partecipanti ha mostrato gli effetti del metodo: più equilibrio, maggiore lucidità e una gestione più efficace delle situazioni difficili.


Una sostituzione diventata risorsa

Il gruppo ha dovuto fare i conti con l’assenza improvvisa di Lucrezia Sfamurri, fermata da un infortunio alla vigilia dell’appuntamento. Al suo posto è rientrata Chiara Rosichetti, già presente nell’edizione 2025, chiamata a unirsi al team in tempi molto stretti.

La sua esperienza ha contribuito a dare stabilità alla squadra fin dalla partenza notturna dalla Lombardia. L’avventura era cominciata con il prologo disputato al crossodromo di Malpensa, prima del trasferimento verso la Sardegna e delle frazioni decisive sugli sterrati dell’isola, affrontate a metà ottobre.

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