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Motori 3 min di lettura1 ora fa

Roadster, la scommessa estrema di Tesla: cosa promette davvero

La seconda generazione della sportiva elettrica punta su prestazioni da record, autonomia elevata e un possibile contributo tecnologico di SpaceX, ma restano molti dettagli da confermare.

Tesla sta ridefinendo le proprie priorità, spostando il baricentro dalle automobili tradizionali ai sistemi di guida autonoma sostenuti da intelligenza artificiale e robotica. In questo scenario, la nuova Roadster avrebbe soprattutto il compito di rappresentare il vertice tecnologico del marchio, più che quello di generare grandi volumi di vendita.

La prima Roadster aveva già avuto un ruolo decisivo nella storia dell’azienda: arrivata sul mercato nel 2008 e rimasta in produzione fino al 2012, utilizzava la base tecnica della Lotus Elise e contribuì a cambiare l’idea delle possibilità offerte dalle auto elettriche. Oggi Tesla è conosciuta soprattutto per Model Y, Model X, Model S e Model 3, ma la sportiva potrebbe tornare a svolgere una funzione simbolica importante.

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Una vetrina per la nuova Tesla

Le informazioni disponibili sulla seconda generazione non sono ancora definitive. Il modello è stato annunciato nel 2017, ma negli anni il progetto è stato accompagnato da rinvii e anticipazioni non sempre confermate; il quadro dovrebbe diventare più chiaro con la presentazione prevista in Texas, durante un appuntamento organizzato insieme a SpaceX, alle 19.55 locali, le 2.55 in Italia di venerdì 16.

Elon Musk aveva ridimensionato il peso economico della vettura, definendola nel 2023 una “questione marginale” e spiegando che non avrebbe “inciso in modo significativo a livello finanziario”. Secondo Seth Goldstein, analista di Morningstar, il suo valore sarebbe invece legato alla reputazione del marchio: Tesla non avrebbe oggi un modello di lusso capace di mostrare tutte le sue competenze tecniche. La Roadster, a suo giudizio, potrebbe colmare proprio questa lacuna.


Linee più tese e abitacolo essenziale

Le indiscrezioni più recenti descrivono un’evoluzione netta rispetto al prototipo mostrato nove anni fa. Le forme dovrebbero abbandonare parte delle superfici arrotondate per adottare proporzioni più spigolose e geometriche, con richiami al linguaggio inaugurato da Cybertruck.

Tra gli elementi ipotizzati figura una striscia luminosa estesa sull’intero frontale. Anche l’abitacolo dovrebbe restare coerente con la filosofia minimalista di Tesla: pochi comandi fisici, un ampio schermo centrale e una plancia ridotta all’essenziale. Il volante potrebbe avere una sagoma più squadrata, mentre le informazioni principali sarebbero raccolte in una zona bassa, vicino alla base del parabrezza.

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Tre motori per prestazioni estreme

Le caratteristiche meccaniche continuano a basarsi sui dati preliminari circolati negli anni. L’architettura prevista comprenderebbe tre motori elettrici e la trazione integrale, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h stimata in 1,9 secondi.

A questa configurazione potrebbe aggiungersi un pacchetto realizzato con SpaceX, fondato sull’impiego di propulsori ad aria compressa o gas freddo. In tale configurazione, il tempo nello scatto iniziale scenderebbe ipoteticamente a 1,1 secondi. Si tratta tuttavia di valori ancora privi di una conferma legata alla vettura di produzione.


Prezzo, batteria e tempi incerti

Le precedenti indicazioni collocavano il prezzo d’ingresso intorno a 200.000 dollari, mentre le serie speciali di lancio sarebbero state proposte a circa 250.000 dollari. Per la prenotazione si era parlato di un impegno iniziale vicino a 50.000 dollari, equivalenti a circa 43.000 euro, da versare attraverso una combinazione di pagamento con carta e bonifico.

Sul fronte dell’autonomia, le ipotesi fanno riferimento a una batteria da 200 kWh e a una percorrenza prossima ai 1.000 km tra due ricariche. La velocità massima potrebbe superare i 400 km/h, mentre la coppia teorica alle ruote è stata indicata in 10.000 Nm. Non esiste ancora una data ufficiale per l’avvio delle consegne: la produzione viene collocata, in via previsionale, tra il 2027 e il 2028.

Goldstein stima un ritmo di circa 2.000 Roadster all’anno, una quantità minima rispetto agli 1,6 milioni di veicoli consegnati da Tesla nel 2025. Proprio il confronto tra numeri ridotti e forte impatto d’immagine riassume il ruolo che la nuova sportiva potrebbe assumere nella prossima fase dell’azienda.

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