RB22, la rincorsa continua: cosa cambia ad Austin
La Red Bull aggiorna ancora il frontale e, gara dopo gara, segue una strada opposta rispetto alla Mercedes
Due vittorie consecutive di Max Verstappen hanno riportato la Red Bull al centro della scena, ma il risultato nasce da un lavoro costante più che da una singola rivoluzione tecnica. Anche ad Austin la RB22 ha ricevuto un ritocco, mentre la squadra di Milton Keynes continua a costruire la propria competitività attraverso interventi mirati e ravvicinati.
Il confronto con Mercedes evidenzia due filosofie ormai lontane: la Red Bull procede per piccoli passi, mentre la formazione di Brackley ha concentrato gli sforzi in un pacchetto molto più ampio.
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Il retrotreno detta le nuove priorità
Dopo gli interventi al fondo e alla parte posteriore introdotti tra Monza, Madrid, Baku e Sepang, Singapore aveva segnato il passaggio allo sviluppo dell’avantreno. In quella occasione era comparsa una nuova ala anteriore, difficilmente riconoscibile senza l’uso della vernice per visualizzare i flussi applicata da Hadjar durante le prove libere a Marina Bay.
La scelta tecnica confermava un cambiamento rispetto alle stagioni precedenti. Fino al 2025 Red Bull cercava soprattutto di consegnare a Verstappen una monoposto molto incisiva all’ingresso delle curve; con le nuove unità motrici, invece, è diventato essenziale disporre di un retrotreno stabile e capace di garantire aderenza in accelerazione.
Austin aggiunge un dettaglio
Sul circuito texano i tecnici hanno inserito un piccolo deviatore sul bordo esterno della paratia terminale dell’ala, vicino al sensore incaricato di rilevare la temperatura degli pneumatici anteriori. La RB22 è stata schierata sia con il nuovo elemento sia nella configurazione precedente, segno che il gruppo voleva raccogliere dati prima di scegliere la soluzione definitiva.
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L’ala introdotta a Singapore era stata studiata soprattutto nella zona di collegamento tra i profili e la paratia terminale. Per controllare gli effetti sulle aree più arretrate, Red Bull aveva utilizzato la vernice per l’analisi dei flussi anche sui bracci della sospensione. Gli interventi all’anteriore restano comunque pochi nel 2026, ulteriore indicazione del mutamento nelle priorità progettuali.
Red Bull e Mercedes agli antipodi
La squadra guidata da Laurent Mekies ha preferito distribuire gli aggiornamenti lungo più appuntamenti, così da verificare progressivamente la risposta della vettura. È una strategia prudente e analitica, basata sulla possibilità di isolare l’effetto di ogni modifica.
Mercedes ha seguito una direzione diversa: dopo mesi di lavoro nella galleria del vento, ha portato in Malesia un pacchetto consistente di novità per la W17. Gli interventi hanno però modificato gli equilibri della monoposto e la scuderia non ha ancora individuato con certezza l’origine dei problemi. Il campionato 2026 sembra già orientato verso Brackley, ma gli equilibri potrebbero cambiare nella prossima stagione.
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