Ferrari, la SF-26 cambia pelle: il dato che pesa ad Austin
Il nuovo pacchetto aerodinamico modifica fondo, diffusore e carrozzeria senza rinunciare alla filosofia iniziale della monoposto.
Meno di un decimo di secondo al giro: è il miglioramento stimato da Lewis Hamilton per il pacchetto evolutivo portato dalla Ferrari ad Austin. Un margine contenuto rispetto all’ampiezza degli interventi, ma sufficiente per valutare se la SF-26 abbia compiuto un passo avanti nella gestione del carico e dell’equilibrio.
Le prove libere hanno offerto alla squadra anche un confronto diretto tra le due configurazioni. Charles Leclerc ha utilizzato la monoposto aggiornata, mentre Hamilton è sceso in pista con la versione precedente: il lavoro è servito a verificare la corrispondenza tra i dati raccolti in circuito e quelli prodotti dagli strumenti di simulazione.
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Il retrotreno resta sotto esame
La priorità tecnica riguarda la stabilità della parte posteriore, apparsa finora come il punto più delicato della Ferrari soprattutto in fase di trazione. Per intervenire su questo aspetto, la squadra ha rivisto il comportamento dei flussi sotto la vettura, cercando di renderne più regolare l’azione.
Il nuovo diffusore modifica la rampa di espansione, le bandelle verticali e alcune appendici collocate in corrispondenza dei gruppi ruota posteriori. Questi elementi lavorano insieme e, secondo la descrizione fornita dalla Ferrari nei documenti consegnati alla Federazione, dovrebbero contribuire a generare più carico sia sull’asse anteriore sia su quello posteriore.
Fondo rivisto senza strappi
L’intervento sul fondo interessa innanzitutto la zona d’ingresso, ma senza cancellare l’impostazione già adottata dalla SF-26. Rimane l’elemento disposto orizzontalmente a collegare le cinque bandelle verticali, una soluzione osservata anche sulle monoposto di Mercedes e McLaren.
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Le modifiche si concentrano inoltre sull’area laterale più avanzata. Qui sono state ritoccate le forme della paratia verticale interna del bargeboard e dei profili orizzontali vicini, con l’intento di controllare meglio il passaggio dell’aria verso le parti successive della vettura.
Carrozzeria più scavata
Anche le forme esterne della monoposto cambiano, pur restando fedeli al progetto sviluppato all’inizio dell’anno. Le prese dei radiatori mantengono il caratteristico profilo a P, ma la porzione inferiore è stata ampliata; le pance, invece, presentano una cavità più marcata nella zona bassa.
Questa soluzione favorisce il convogliamento dell’aria verso l’area del cambio e il diffusore. La superficie esterna delle fiancate è però più consistente, così da proteggere meglio la vettura dalle turbolenze generate dalle ruote anteriori.
Il programma di Austin rappresenta quindi un’evoluzione articolata, non una rottura con il concetto originario. Per la Ferrari, un risultato positivo avrebbe valore anche oltre il finale della stagione: ritrovare la vittoria servirebbe a rafforzare la fiducia del gruppo in vista del 2027.
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