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Motori 2 min di lettura3 ore fa

Razgatlioglu, la MotoGP presenta il conto: 18 punti e un dubbio

Il campione turco fatica con la Yamaha M1, paga un infortunio alla spalla e guarda al 2027 come possibile occasione per rilanciarsi.

La stagione d’esordio di Toprak Razgatlioglu in MotoGP si è trasformata in una lunga prova di adattamento. Il pilota turco, reduce da tre titoli mondiali in Superbike, è soltanto 21º in classifica con 18 punti e occupa l’ultima posizione tra i quattro portacolori ufficiali Yamaha.

A rendere ancora più delicato il finale di campionato ci ha pensato la caduta di Mandalika, costata al pilota una lussazione alla spalla destra. Razgatlioglu ha preso parte alle qualifiche e alla gara breve, ma nella prova della domenica ha dovuto fermarsi dopo otto giri per la perdita progressiva di forza al braccio.

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La spalla aggrava un bilancio già difficile

Il turco dovrà sottoporsi ad altri controlli per stabilire la gravità della lesione. L’obiettivo è scongiurare l’operazione, anche se il problema fisico arriva in un momento già complicato e rischia di condizionare le ultime gare dell’anno.

Il rendimento ottenuto finora è lontano dalle attese. Il piazzamento migliore è l’11º posto del Gran Premio d’Ungheria; in gran parte degli altri appuntamenti, invece, il pilota è rimasto distante dalla zona punti. In Austria ha concluso 20º, accusando un distacco superiore ai 46 secondi dal vincitore Pedro Acosta.


Yamaha e Michelin frenano Toprak

Le difficoltà non possono essere ricondotte soltanto al passaggio dalla Superbike alla classe regina. La nuova Yamaha M1 con propulsore V4 non sta offrendo prestazioni sufficienti e anche Fabio Quartararo, più esperto del compagno, sta incontrando problemi con la moto della Casa di Iwata.

Il limite più evidente riguarda il grip sul retrotreno. A Spielberg Razgatlioglu ha lamentato una trazione insufficiente già nelle prime tornate, quando le gomme erano ancora nuove. La frustrazione è arrivata al punto da spingerlo a dire: «A volte penso anche di tornare ai box, ma continuo a guidare per rispetto verso Yamaha».

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In Superbike il campione turco sfruttava il pneumatico posteriore per aiutare la moto a ruotare all’uscita delle curve. Il comportamento delle Michelin impiegate in MotoGP richiede invece una tecnica diversa, e l’adattamento si è rivelato più lento del previsto: i primi segnali erano già emersi durante i test invernali.


Il 2027 può riaprire la partita

La prossima rivoluzione tecnica offre a Razgatlioglu e Yamaha una possibile via d’uscita. Dal 2027 la cilindrata scenderà da 1.000 a 850 cm³, l’aerodinamica sarà ridotta e le Michelin lasceranno il posto alle Pirelli. Questi cambiamenti potrebbero modificare sensibilmente l’equilibrio tra le moto.

I primi riscontri sono arrivati nei test di Brno, ai quali ha partecipato anche il pilota turco. La sua esperienza con le Pirelli maturata in Superbike può rappresentare un riferimento, sebbene gli pneumatici destinati alla MotoGP saranno diversi e richiederanno un ulteriore periodo di apprendistato.

Il nuovo regolamento, tuttavia, non garantisce automaticamente una Yamaha più competitiva. Per questo il 2026 rischia di chiudersi con un bilancio molto distante dalle ambizioni iniziali, senza mettere in discussione il talento mostrato da Razgatlioglu nella categoria delle derivate di serie.

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