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Motori 3 min di lettura30 set

Quinto posto, la Racing Bulls sfida il salto più difficile

La scuderia di Faenza ha recuperato terreno con una serie di sviluppi mirati, ma ora deve resistere al ritorno dell’Alpine nella corsa iridata

La Racing Bulls si presenta alla fase decisiva della stagione con un obiettivo che, per una squadra delle sue dimensioni, avrebbe un valore quasi storico: chiudere il campionato al quinto posto tra i costruttori. Il duello con l’Alpine resta aperto, ma la posizione raggiunta dalla formazione di Faenza racconta già gli effetti della riorganizzazione avviata negli anni scorsi.

Il risultato assume ancora più peso considerando il punto di partenza del progetto 2026. Le energie destinate all’evoluzione della monoposto precedente avevano rallentato la preparazione della nuova vettura, costringendo la squadra a inseguire fin dalle prime gare.


La rimonta costruita con gli aggiornamenti

La svolta è arrivata attraverso una serie di interventi distribuiti lungo il calendario. Il fondo portato in Canada ha dato alla monoposto un’immediata risposta positiva, mentre tra Austria e Silverstone il lavoro si è concentrato soprattutto sulla resa in gara e sulla messa a punto dell’assetto.

A Spa la Racing Bulls ha introdotto un pacchetto più ampio, con novità alla carrozzeria, ai cestelli dei freni anteriori e alla struttura nella zona del roll-hoop. Il percorso tecnico è proseguito a Monza, dove ha debuttato un’ala posteriore destinata ai circuiti a basso carico, dotata di profili mobili ribaltabili. La squadra è diventata così la quarta a utilizzare questa soluzione e la prima del gruppo centrale ad averne sviluppato una propria.

L’ultimo passaggio citato riguarda Baku, dove gli ingegneri sono intervenuti sull’aerodinamica interna. Le modifiche hanno interessato l’ala, le carenature dei braccetti delle sospensioni e i condotti dei freni. Dal mese di aprile, inoltre, il percorso di sviluppo è stato seguito anche da Dan Fallows, nominato nuovo direttore tecnico.


Alpine torna a minacciare la quinta piazza

Il margine costruito dalla Racing Bulls non è però sufficiente per considerare acquisito il piazzamento. Tra Zandvoort e Monza l’Alpine ha portato in pista un aggiornamento consistente, capace di rilanciare le vetture di Enstone e di riaprire la sfida per il quinto posto.

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La formazione faentina ha dovuto affrontare anche l’assenza per tre gare del suo riferimento, Liam Lawson, in seguito all’infortunio di Hadjar. Yuki Tsunoda ha fornito un contributo discreto durante la sostituzione, ma la squadra ha comunque risentito della situazione nel confronto diretto con l’Alpine.


Un risultato oltre le aspettative

La corsa della Racing Bulls va letta nel contesto di una revisione regolamentare tra le più impegnative degli ultimi trent’anni. Il nuovo quadro tecnico ha imposto un’enorme mole di lavoro nella progettazione e nella produzione, mettendo maggiormente in difficoltà le strutture con meno personale e infrastrutture.

James Vowles, responsabile della Williams, ha descritto così l’impatto del cambiamento regolamentare: «Questo è stato di gran lunga il più grande cambio regolamentare che abbiamo mai affrontato e ha esposto più che mai tutti i team senza i sistemi giusti e i fondamentali».

In questo scenario, la Racing Bulls costituisce un caso particolare tra le squadre più piccole. Il nuovo polo di Milton Keynes, che ospita il reparto aerodinamico, è una delle eredità della ristrutturazione compiuta negli anni passati e ha contribuito a sostenere il recupero tecnico.

Un riconoscimento va anche all’unità motrice Red Bull-Ford, rivelatasi competitiva persino sui tracciati più severi, Monza compresa. L’esito finale della classifica resta incerto, ma essere ancora in lotta per la quinta posizione dimostra già quanto la Racing Bulls abbia saputo valorizzare il proprio percorso di crescita.

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