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Motori 3 min di lettura2 giorni fa

Quartararo in crisi, Arbolino rilancia: perché resta in Moto2

Il pilota lombardo ha scelto Forward dopo aver esaminato le alternative in Supersport e Superbike, mentre racconta il difficile momento dell’amico Fabio e il mancato approdo nella classe regina.

Tony Arbolino ha scelto di continuare il proprio percorso in Moto2, ma la sua decisione non nasce dal desiderio di restare semplicemente nel paddock. Dopo mesi di valutazioni tra Supersport, Superbike e altre possibilità, il pilota lombardo ha firmato con Forward per il 2027, preparandosi alla sua settima stagione nella categoria intermedia.

Nell’intervista rilasciata durante la puntata numero sei di Piloti, Arbolino ha parlato anche del rapporto con Fabio Quartararo, delle difficoltà incontrate negli ultimi anni e della lunga rincorsa alla MotoGP. Il pilota, che vive ad Andorra ma si trovava in Italia per salutare la famiglia prima delle gare asiatiche, ha inoltre ricordato il legame con Celestino Vietti e il rispetto per Francesco Bagnaia.


Forward ha convinto Arbolino

La scelta è arrivata al termine di un periodo complesso. Arbolino ha esaminato diverse proposte nei campionati delle derivate di serie, ma alcune soluzioni avrebbero richiesto di attendere un anno. Il progetto Forward, seguito da Cuzari e Martina, gli ha invece restituito motivazioni sufficienti per proseguire in Moto2.

Il passaggio comporterà anche il cambio di telaio, dopo le esperienze con Kalex e Boscoscuro. Il pilota ritiene di poter mettere a disposizione il proprio bagaglio tecnico per aiutare la squadra a crescere e ha spiegato di aver trovato un gruppo organizzato, con risorse destinate alla moto, ai tecnici e allo sviluppo. «Non è assolutamente per restare nel paddock, questo te lo posso garantire», ha chiarito parlando della decisione.


Il salto in MotoGP è sfumato

L’approdo nella classe regina è stato vicino in più occasioni, soprattutto nel 2021 e nel 2023. Arbolino ha ricordato come, nel primo anno in Moto2, fosse entrato nei radar di alcuni team nonostante un rendimento non eccezionale, anche grazie al quarto posto ottenuto a Le Mans.

Secondo il pilota, confrontare la Moto2 attuale con quella di quattro anni fa è quasi impossibile: nel frattempo sono cambiate gomme, moto e tecnici. I margini tra i concorrenti restano ridotti e, in un contesto così equilibrato, il lavoro della squadra può incidere quanto il talento del pilota. Per questo Arbolino sostiene di non avere rimpianti: ogni scelta è stata presa seguendo gli obiettivi del momento.

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Quartararo paga una Yamaha difficile

Con Quartararo il rapporto è molto stretto. I due si allenano spesso in bicicletta, arrivando a percorrere anche 100, 120 o 130 chilometri, mentre Arbolino utilizza anche R6, R1, flat track e motocross per ritrovare sensazioni sulla moto. Nel gruppo c’è inoltre Zonta van den Goorbergh, con cui il lombardo condivide allenamenti e vacanze.

Arbolino ha descritto con parole dure la situazione dell’amico in Yamaha, sottolineando il peso psicologico di affrontare ogni gara con una moto poco competitiva rispetto alle aspettative. «Soffre tantissimo», ha detto, spiegando che chi gli sta vicino conosce il livello di allenamento e di sacrificio investito dal francese. La frustrazione, secondo Arbolino, nasce dal dare tutto pur sapendo di partire in condizioni sfavorevoli.


Vietti, Bagnaia e le prime sconfitte

Il rapporto con Vietti risale all’infanzia: i due hanno gareggiato insieme fin da bambini e hanno ottenuto numerosi successi nelle categorie giovanili. Arbolino ha raccontato che il primo vero momento di difficoltà arrivò con il passaggio alla Moto3, dopo i titoli conquistati nell’Europeo e in Premoto3. L’esperienza nel Mondiale Junior gli aveva lasciato fiducia, ma il salto nel campionato iridato lo costrinse a interrogarsi sulle proprie qualità.

A complicare il percorso ci fu anche la vicenda del Mondiale perso durante il periodo del Covid, quando Arbolino dovette fermarsi dopo essere stato su un volo con una persona positiva. Sul confronto tra Bagnaia e Marc Marquez, invece, ha preferito mantenere prudenza, ribadendo soltanto la grande stima per Bagnaia, considerato da sempre un leader e un campione sia in pista sia fuori.

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